Assevera l’appellante che gli interrogatori di polizia tenutisi tra il 19 ed il 22 ottobre 2010 hanno unicamente permesso di escludere un coinvolgimento dei suoi genitori, X e W, ma “non hanno permesso di individuare con sufficiente grado di certezza l’autore dell’infrazione”. In particolare, AP 1 sostiene che la sua ammissione di essere stato, la sera dei fatti, alla guida della Smart “non è né una dichiarazione spontanea né un’ammissione di colpa”, ritenuto come egli non fosse “per nulla convinto” delle sue dichiarazioni e considerato come egli le abbia rilasciate solo perché l’agente interrogante gli aveva detto che Z aveva confermato questa circostanza.