Sulla scorta di questi elementi, il primo giudice ha ritenuto che - anche prescindendo dalla sua ammissione fatta alla polizia il 21 ottobre 2010 e rimessa in discussione al dibattimento perché, a suo dire, rilasciata “sotto pressione e per sfinimento” - dagli atti emergono “seri e schiaccianti indizi che situano l’imputato sul luogo dell’infrazione”. A detta del primo giudice, dunque, “tutto lascia presagire che alla guida della Smart Coupé la sera di martedì 17 agosto 2010 vi fosse l’imputato”, e non il fratello X. In conclusione, il presidente della Pretura penale non ha ritenuto sussistere alcun ragionevole dubbio che AP 1 ha effettivamente commesso l’infrazione in