Quanto l’interrogante aveva detto all’appellante è del tutto conforme al vero: la telefonata è stata effettivamente fatta dall’interrogante durante l’interrogatorio e che, in tale conversazione telefonica, Z abbia detto quanto riferito dal poliziotto è confermato dal fatto che questi, assunto come teste il giorno successivo, ha reso dichiarazioni di identico tenore (cfr. verbale Z 22 ottobre 2010, AI 5, pag. 3). Pertanto, non v’è traccia della pretesa affermazione falsa fatta dall’interrogante nell’intento di estorcere un’ammissione all’interrogato. Già solo per questo non è con evidenza data una violazione dell’art. 140 CPP .