La richiesta mirava al rimborso delle spese per “l’intervento di un servizio di trasporti o di un taxi” e veniva motivata, da un lato, con il fatto che - a causa della sua infermità congenita - l’assicurato non poteva usufruire dei mezzi di trasporto pubblici e, dall’altro, con il fatto che i genitori non potevano occuparsi personalmente del trasporto del figlio sulla tratta casa-scuola (e viceversa) poiché entrambi erano attivi professionalmente (“I genitori di X svolgono entrambi un’attività lavorativa e non possono permettersi di assentarsi quattro volte al giorno per portare il figlio a scuola”; cfr. scritto 30.8.2002 __________ a ACPR 1).