Appare pertanto credibile la versione di AP 1 - ribadita in aula (verb. dib. 22.08.2011, pag. 3 verso il mezzo) - secondo cui gli era stato detto che altre entrate della società provenivano da promotori italiani cui la società procurava i clienti e che durante una riunione egli ebbe a dire che secondo lui, in contabilità, andava indicata la causale “commissioni” o “provvigioni”, ma che AC1 si oppose perché la cosa avrebbe potuto pregiudicare l'ottenimento dell'autorizzazione ad operare quale intermediario finanziario e ordinò di indicare invece “consulenze”.