{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-09-13", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-33_2011-09-13.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109043&nX40_KEY=4921811&nTrefferzeile=90&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "eb853478db2487569e6880185d67874d"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.33"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 13.09.2011 17.2011.33"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 13.09.2011 17.2011.33"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 13.09.2011 17.2011.33"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Violazione del principio accusatorio. 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Oggetto dell'informazione - che deve essere data in modo veritiero dalla contabilità e dal bilancio - è la situazione economica dell'azienda, e meglio, la capacità commerciale (cifra d'affari), il suo rendimento (utile netto dell'attività), ma anche la consistenza del suo patrimonio e la sua situazione finanziaria (liquidità e mezzi di finanziamento) [Bourquin, Le principe de sincérité du bilan, Ginevra 1976, pag. 264-265]. Il fatto a sapere se il bilancio debba indicare in modo preciso e veritiero l'attività con la quale la società si finanzia - nella specie le “consulenze” e la “formazione” fornite ad operatori istruiti dalla società per attività eseguite da essi in proprio all'estero, piuttosto che il reperimento di clienti ad operatori esteri tenuti a versare alla società “commissioni” e “provvigioni” - e quindi se a detta informazione debba, di principio, essere conferito valore probatorio accresciuto, può qui restare indeciso.\nIn effetti - trattandosi in ogni caso di entrate - la questione era, in concreto, irrilevante per i principali interessati all'informazione data dal bilancio, e meglio, per gli azionisti della società e le autorità fiscali (Bourquin, op. cit. pag. 262-264).\nDapprima, ritenuto come dagli atti risulti che __________ è di fatto riconducibile a AC1 - che è, peraltro, stata definta da AP 1 come “la padrona” (verb. dib. 22.08.2011 pag. 3 verso il basso) - non può essere certamente preteso che l’indicazione della causale non conforme alla realtà fosse atta a nascondere qualcosa agli azionisti: è stata proprio la AC1 (cioè, la “padrona” della società) ad imporre di indicare nelle fatture e nel bilancio che i ricavi provenivano da “consulenze” e “corsi di formazione”.\nD'altro lato, nemmeno è pretendibile che l’indicazione non corretta fosse oggettivamente atta ad ingannare le autorità fiscali. La differenziazione della definizione dell'attività della società è, in questo ambito, priva di rilievo: per l'imposizione fiscale importa, infatti, unicamente che si tratti di entrate e che la cifra indicata sia esatta.\nIn questo senso, dunque, l'indicazione nelle fatture e nel bilancio della causale “consulenze” e “corsi di formazione” piuttosto che “commissioni” o “provvigioni” non è oggettivamente costitutiva di falsità in documenti in relazione ai due predetti interessati.\nCerto, per ammissione di AP 1, la diversa formulazione sarebbe stata dettata dal timore di AC1 che “la cosa avrebbe potuto pregiudicare l'ottenimento dell'autorizzazione ad operare quale intermediario finanziario” (verb. dib. 22.08.2011 pag. 3 verso il mezzo). Il timore derivava dal fatto che __________ - società non affiliata ad un organismo di autodisciplina in materia di riciclaggio (OAD) [art. 14 cpv. 1 LRD] - aveva pendente una richiesta di autorizzazione presso l'Autorità di controllo LRD per l'esercizio dell'attività di intermediario finanziario. Tuttavia non si può ritenere che l'Autorità di controllo fosse tra gli interessati all'informazione contabile in discussione. La legge è infatti silente in merito ai documenti che la società richiedente deve presentare con la richiesta di autorizzazione, tantomeno obbliga formalmente alla presentazione di documenti contabili (art. 14 cpv. 2 LRD). Non è per altro dato sapere se le fatture in questione e la contabilità della __________ siano di fatto state chieste in visione dall'Autorità di controllo e messe a disposizione dalla __________. Per altro dagli atti risulta semmai che il diniego dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività è intervenuto a motivo dei precedenti penali di AC1, presidente del consiglio di amministrazione di __________ e, quindi, dell'assenza della buona reputazione imposta dalla legge (art. 14 cpv. 2 lett.c LRD) [cfr. decisione 19.06.2003 dell'Autorità di controllo LRD, annessa al verb. di interrogatorio PP di AP 1 22.08.2003]. Non si può quindi ritenere che le indicazioni in discussione, apposte sulle fatture e sul bilancio, fossero atte a determinare una diversa decisione dell'autorità amministrativa.\nNe deriva come, in concreto, anche volendo fare astrazione dalla violazione del principio accusatorio, AP 1 avrebbe dovuto venire prosciolto in quanto non sono realizzati i presupposti oggettivi della falsità in documenti.\nMa non solo.\n5.3. Dal profilo soggettivo, l'infrazione sanzionata dall'art. 251 CP presuppone che l'autore abbia agito intenzionalmente alternativamente allo scopo di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o allo scopo di procacciare a se o ad altri un indebito profitto."}