{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-09-13", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-33_2011-09-13.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109043&nX40_KEY=4921811&nTrefferzeile=90&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "eb853478db2487569e6880185d67874d"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.33"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 13.09.2011 17.2011.33"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 13.09.2011 17.2011.33"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 13.09.2011 17.2011.33"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Violazione del principio accusatorio. 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P., consid. 2a/bb), è anche soprattutto vero che il principio accusatorio è leso quando il giudice si fonda su una fattispecie diversa da quella che figura nell’atto di accusa, senza che l’imputato abbia avuto la possibilità di esprimersi sull’atto di accusa adeguatamente e tempestivamente completato o modificato (DTF 126 Ia 19 consid. 2c e d con rif.; 116 Ia 455 consid. cc; STF citata, consid. 2a; Hauser/Schweri/Hartmann, op. cit., pag. 224 n. 7 e pag. 228 n. 19).\n3.2. Nel caso di specie, il decreto d'accusa imputava a AP 1 la falsità in documenti, ripetuta, per avere, “agendo in qualità di membro del CdA della __________ (fino al novembre 2003) ed in correità con AC2 nonché AC1 e AC3, formato documenti falsi, facendone altresì uso a scopo d'inganno” e meglio di avere “allestito 45 (quarantacinque) falsi giustificativi contabili (fatture), a loro volta fondati su schede denominate controllo attività/conteggi”, registrando “inoltre tali fatture nella contabilità della società, falsificando così il bilancio ed il conto economico della stessa riferiti agli esercizi 2001/2003”. L'interpretazione del decreto d'accusa può solo permettere di ritenere che a AP 1 veniva addebitato di aver allestito le 45 (quarantacinque) false fatture e di averle registrate in contabilità assieme ai correi, circostanze che il primo giudice ha escluso. In effetti il presidente della pretura penale non ha fondato la sua condanna su dette circostanze fattuali, quanto piuttosto sulla pretesa partecipazione di AP 1 alla risoluzione comune di commettere il falso e all'ideazione del piano. Queste circostanze di fatto, tuttavia, non figuravano nel decreto d'accusa né tantomeno potevano essere desunte da esso tramite un'interpretazione oggettiva del testo. Neppure risulta che il primo giudice abbia prospettato all'imputato un'interpretazione del testo nel senso da lui poi ritenuto. La decisione di condanna del giudice di prima sede è dunque fondata su una fattispecie diversa da quella indicata nel decreto d'accusa con palese violazione del principio accusatorio.\nGià per questo motivo la decisione in oggetto deve essere annullata e AP 1 prosciolto dall’imputazione che gli è stata rivolta.\n3.3. Nemmeno in sede d’appello, il procuratore pubblico ha ritenuto di dovere formalizzare la modifica dei fatti d'accusa.\nDal canto suo, questa Corte non ha ritenuto di prospettare essa medesima l'estensione dell'accusa o la retrocessione degli atti al primo giudice poiché, anche tenendo conto della modifica operata dal presidente della pretura penale, l’esito del procedimento sarebbe, comunque, stato l’assoluzione dell’imputato per le considerazioni che seguono.\n4. E' accertato che AP 1 non si è occupato della tenuta della contabilità della __________. E' pure accertato che AP 1, ad inizio giugno 2002, ha partecipato ad alcune riunioni - con AC1, il contabile AC2 e, in qualche occasione, il signor __________ dell'Ufficio di revisione - il cui scopo era quello di verificare lo stato di avanzamento dei lavori contabili. Il problema principale era che AC2 aveva registrato le entrate e voleva capire da dove queste venissero per indicarne la causale in contabilità e questo perché non c'erano giustificativi documentali. E' anche accertato che nel corso di dette riunioni venne deciso di giustificare le entrate mediante l'allestimento di fatture emesse dalla società con la causale “consulenze” e “corsi di formazione”.\nDalla imprecisa e non puntuale istruttoria condotta dall'autorità inquirente è impossibile ricavare con certezza quali spiegazioni ebbe a dare AC1 in merito alla provenienza delle entrate.\nSi può però ritenere accertato che AC1 non aveva riferito a AP 1 che il denaro oggetto delle 45 (quarantacinque) fatture - contabilizzate nelle entrate della __________ - proveniva dai fondi versati dai clienti italiani a scopo di investimento (e mai investito); AC1 non dice di aver riferito a AP 1 questa circostanza. Fosse stato accertato che AP 1 era a conoscenza di detta circostanza, il procuratore avrebbe coinvolto AP 1 - vista anche la sua funzione di membro del consiglio di amministrazione - nella responsabilità della truffa; ciò che non è stato il caso."}