Innanzitutto non sostanzia l’arbitrio l’argomentazione secondo cui il primo giudice ha fondato l’accertamento contestato esclusivamente sulle deposizioni rilasciate dall’imputato durante il dibattimento. Per costante giurisprudenza, a dipendenza delle circostanze, è infatti facoltà del giudice fondare il proprio convincimento anche sulle sole dichiarazioni di una parte - in casu, dell’imputato - nella misura in cui, valutate con attenzione e oggettività e, se del caso, poste in relazione ad altri elementi, esse evidenziano una sufficiente forza probante (cfr. fra gli altri, Kuhn/Jeanneret, op. cit., ad art. 10, n. 35-41, pag. 70-72).