{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-09-01", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-28_2011-09-01.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=108915&nX40_KEY=4921811&nTrefferzeile=94&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "b542278cd3d033f507e6cbab4f0e0313"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.28"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 01.09.2011 17.2011.28"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 01.09.2011 17.2011.28"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 01.09.2011 17.2011.28"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Principio della verità materiale. 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Per costante giurisprudenza,\na dipendenza delle circostanze, è infatti facoltà del giudice fondare il\nproprio convincimento anche sulle sole dichiarazioni di una parte - in casu,\ndell’imputato - nella misura in cui, valutate con attenzione e oggettività e,\nse del caso, poste in relazione ad altri elementi, esse evidenziano una\nsufficiente forza probante (cfr. fra gli altri, Kuhn/Jeanneret, op.\ncit., ad art. 10, n. 35-41, pag. 70-72). Ciò è in particolare\nil caso quando, come in concreto, le dichiarazioni rese da una parte sono\ncoerenti con la comune conoscenza e l’esperienza della vita e non sono in\ncontraddizione con gli elementi probatori agli atti.\nIn effetti, per quanto riguarda il caso sub\njudice, da un lato, è di comune conoscenza che l’improvvisa mancanza di\nalimentazione di un sistema informatico può causare il pericolo della perdita\ndei dati non salvati. D’altro lato, contrariamente alla tesi dell’appellante,\nle dichiarazioni rese da AP 2 al dibattimento non sono in contrasto con quelle\ndel segretario comunale che, nel suo scritto in atti, si è limitato a dire di\navere chiesto l’intervento dell’elettricista a causa del pericolo di incendio\nsenza in alcun modo esprimersi sulla questione della perdita dei dati che,\nsecondo quanto in atti, si è rivelata soltanto successivamente all’intervento\ndell’elettricista e a causa dell’interruzione della corrente che ha scongiurato\nil rischio di incendio.\nPertanto, ritenuto che l’accertamento del rischio di perdita dei dati è stato\nfatto sulla scorta di una valutazione non certamente arbitraria del materiale\nprobatorio, cade nel vuoto il richiamo dell’art. 6 fatto in questa sede dall’appellante.\nIncombeva a quest’ultimo, semmai - in forza del principio secondo cui è l’accusa\nche incombe l’onere della prova - sottoporre al giudice degli elementi di fatto\nche contraddicessero in modo manifesto la tesi difensiva. A questo onere,\nl’appellante - che pure era presente al dibattimento di primo grado - non ha\nfatto fronte. Egli è, pertanto, malvenuto a dolersi in questa sede di una\npretesa - inesistente poiché gli elementi probatori in atti permettevano,\nappunto, un accertamento non arbitrario dei fatti - violazione dell’art. 6 CPP da\nparte del primo giudice.\nSu questo punto, pertanto, l’appello deve essere disatteso.\n7. In diritto l’AP 1 sostiene che, anche nell’ipotesi in cui venga\nammessa l’esistenza di un pericolo di perdita di dati, il giudice della Pretura\npenale ha omesso di dimostrare l’adempimento dei presupposti di uno stato di\nnecessità. In particolare l’appellante sostiene che il primo giudice non ha\nchiarito se vi fossero altre possibilità per disattivare le batterie di\ncompensazione (dichiarazione d’appello, pag. 4).\n7.1. Il primo giudice, dopo aver ricordato i presupposti applicativi\ndell’art. 17 CP, ha rilevato che “anche in considerazione del principio\ndella proporzionalità si deve forzatamente concludere che l’accusato ha agito\nin una situazione di stato di necessità”, ritenuto come l’istruttoria ha\nchiaramente dimostrato che l’imputato, anche se sprovvisto della necessaria\nlicenza, “ha unicamente effettuato quanto necessario per scongiurare gravi\ninconvenienti di perdita dati per il Comune” e considerato che egli ben\nsapeva che “nell’immediato futuro” sarebbe intervenuto __________ “già\nsolo per questioni di garanzia e comunque per definitivamente ripristinare\nl’impianto elettrico”. Anche dal punto di vista soggettivo, continua il\npretore, l’intervento di AP 2 è stato effettuato in una situazione che lo\nstesso imputato aveva percepito come d’urgenza.\nA detta del primo giudice, dunque, le circostanze del caso - in particolare il\nfatto che andava preservata la salvaguardia dei dati informatici comunali, il\nfatto che l’elettricista solitamente incaricato non era in grado d’intervenire\ne la situazione esasperata caratterizzata da un elevato tenore di stress - “hanno\nreso lecito l’agire dell’accusato che non può pertanto venire condannato per i\nfatti rimproveratigli dall’AP 1” (sentenza impugnata, consid. 8 pag. 7-8,\ncfr. anche consid. 7 pag. 6).\n7.2. a) L’art. 17 CP, relativo allo stato di necessità esimente, e l’art.\n18 CP, relativo allo stato di necessità discolpante, suppongono, entrambi, che\nl’autore abbia commesso un atto punibile per preservare un bene giuridico\nproprio o un bene giuridico altrui da un pericolo imminente e non altrimenti\nevitabile. Il pericolo è imminente se non appartiene né al passato né al\nfuturo, ma è attuale e concreto. Per quanto concerne l’impossibilità di\naltrimenti evitare il pericolo, la dottrina e la giurisprudenza del Tribunale federale\nhanno già avuto modo di osservare che la stessa implica una sussidiarietà\nassoluta per rapporto a qualsiasi azione di salvaguardia del bene minacciato\nche non leda o leda meno gravemente i beni giuridici di terzi (Donatsch/Tag,\nStrafrecht I, 8a edizione, Zurigo 2006, pag. 233 e seg.; Seelmann, in Basler\nKommentar, Strafrecht I, 2a edizione, Basilea 2007, ad art. 17, n. 7; DTF del\n31 maggio 2010 6B_176/2010 consid. 2.1.; DTF dell’8 febbraio 2007 6S.529/2006\nconsid. 4; DTF 122 IV 1 consid. 3a e 4). Il presupposto della sussidiarietà\ndeve essere esaminato in funzione delle circostanze concrete (DTF del 31 maggio\n2010 6B_176/2010 consid. 2.1.; DTF 122 IV 1 consid. 4; 101 IV 4 consid. 1)\nritenuto in ogni caso che il giudice penale, nel suo esame, deve immedesimarsi"}