Di certo, continua, quest’ultime non erano situazioni sospette ai sensi di quanto indicato dalla polizia, ritenuto che se così fosse gli appellanti, anziché conservarla per oltre un anno, avrebbero consegnato la videocassetta che ritraeva ACPR 1 e P. all’autorità. Da quanto precede il pretore ha concluso che IM 1 e AP 1 “non possono sostenere di essere stati male informati dalla polizia e quindi ritenere di essere nel lecito, considerato oltretutto che sono persone con una certa formazione e esperienza e non certo degli sprovveduti” (cfr. sentenza impugnata, consid. 7 pag. 17-18).