A fronte di un tale assunto, continuano, è irrilevante la circostanza secondo cui non si sapeva se la telecamera era in funzione o meno, “giacché la sola presenza di questa installazione di sorveglianza lasciava intendere che gli azionisti potevano farne uso a loro discrezione, con la conseguenza che chi entrava in questo ufficio poteva essere consapevolmente ripreso”. A detta di AP 1 e IM 1 questa tesi è, poi, rafforzata dalle loro univoche dichiarazioni, nelle quali, contrariamente all’opinione del primo giudice, non sono ravvisabili contraddizioni (motivazione d’appello di AP 1 e di IM 1, pag. 9-11). Gli appellanti sostengono, poi, che le deposizioni di ACPR 1 non sono credibili.