Di conseguenza - ha continuato il primo giudice - l’ufficio in questione, “ancorché si trovasse all’interno della discoteca __________ e quindi di un esercizio pubblico, non era da ritenere pubblico e ACPR 1, che aveva facoltà di entrarvi, poteva legittimamente ritenere di essere al riparo da sguardi indiscreti”. E ciò a maggior ragione - ha ancora osservato - se si considera la deposizione da lui rilasciata in occasione del primo dibattimento, dalla quale emerge come egli, durante i suoi incontri intimi, si accertava che nessuno fosse nei paraggi e si avvaleva della collaborazione di un dipendente della discoteca che