{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-10-31", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-27_2011-10-31.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109503&nX40_KEY=4921809&nTrefferzeile=22&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "ab8637b4667ded80e3adc17701405d27"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.27"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.10.2011 17.2011.27"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.10.2011 17.2011.27"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 31.10.2011 17.2011.27"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi del reato di conservazione di una presa di immagini ottenuta in violazione della sfera segreta o privata (art. 179quater cpv. 3 CP). 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Io, come ho detto, ritenevo che, conformemente a quanto\ndettomi da IM 1, il sistema di sorveglianza fosse stato asportato dalla polizia\ncantonale a conclusione dell’inchiesta a carico del signor V.” (verbale ACPR\n1 del 31 ottobre 2006, AI 9 pag. 4). ACPR 1 ha, poi, confermato la sua versione anche durante il primo dibattimento in cui ha ribadito che “scovato\nil responsabile autore del furto, IM 1 mi aveva detto che la telecamera era stata rimossa così che io, dall’arresto del V., pensavo non ci fosse più”.\nAl dibattimento, ACPR 1 ha pure dichiarato che, prima di intrattenersi nei\nlocali in compagnia delle colleghe, egli si accertava “che nessuno fosse nei\nparaggi ed inserivo la chiave nella toppa, così che nessuno avrebbe potuto entrare.\nQuando mi trovavo in compagnia in quei locali credevo di essere al riparo da\nocchi indiscreti. Sicuramente se l’avessi saputo non mi sarei fatto riprendere:\nalla mia età con una moglie e due figli…” (verbale del dibattimento 21\nsettembre 2009, pag. 8).\nAgli atti vi sono poi le deposizioni di due persone, all’epoca dei fatti dipendenti\ndella discoteca __________ . J. ha riferito al sostituto procuratore pubblico\ndi sapere, “per sentito dire, che nell’ufficio __________ vi era una\ntelecamera che aveva consentito l’arresto dell’allora direttore artistico D.”,\nma di non essersi poi posto “il problema di sapere se nell’ufficio __________\nvi fosse ancora una telecamera anche perché era un ufficio dove non avevamo\nnormalmente accesso”. Alla fine della sua deposizione egli ha ancora\naffermato che “tutti sapevano, anche la donna delle pulizie, che c’era la\ntelecamera nell’ufficio __________ , se in funzione non si sa” (verbale J.\ndel 23 novembre 2006, AI 11 pag. 2-4). S. ha dichiarato che “si sapeva che\nall’interno della discoteca vi erano delle telecamere” (verbale S. del 23\nnovembre 2006, AI 12, pag. 2).\n6.5. In concreto si osserva, innanzitutto, che le dichiarazioni degli appellanti\ndevono essere valutate con estrema cautela, anche soltanto in funzione dell’illogicità\nintrinseca della tesi da essi sostenuta. Ritenuto, infatti, che, per stessa\nammissione degli appellanti, la telecamera era stata lasciata in funzione per\nscoprire l’autore di eventuali ulteriori furti (cfr. verbale AP 1 del 20 luglio\n2005, AI 8, pag. 3, secondo cui “l’ispettrice __________ della Polizia\ncantonale, dopo che era stato arrestato V., ci aveva detto di lasciare in\nfunzione la videosorveglianza per vedere se vi erano dei complici e di non dire\na nessuno dell’esistenza di questa videosorveglianza” e verbale del\ndibattimento 2 marzo 2011, pag. 4, in cui IM 1 afferma che, dopo l’arresto di V.,\n“è stato deciso di lasciare in loco la videocamera sia perché vi erano stati\nin precedenza altri furti che non erano stati ammessi dal V., sia perché si\nvoleva comunque mantenere sotto controllo il locale dove si trovava la\ncassaforte per il caso di furti futuri”), è contrario ad ogni logica la\ntesi secondo cui ACPR 1 - che, dopo l’arresto di V., era l’unica persona in\npossesso delle chiavi dell’ufficio __________ e dunque il principale\nsospettato - sarebbe stato da loro informato di tale stratagemma.\nMa anche volendo prescindere da tale contraddizione, si osserva che, come\ncorrettamente rilevato dal primo giudice, le dichiarazioni degli appellanti, al\ndi là di affermazioni perentorie, (“ACPR 1 sapeva della presenza delle\ntelecamere”, “ACPR 1 era al corrente del fatto che nel nostro ufficio fosse\nstata installata una videocamera”), risultano generiche e poco precise. In\nparticolare non emerge dalle stesse se il fatto che ACPR 1 sapeva della\ntelecamera fosse riferito al periodo in cui lo stesso direttore è stato ripreso\nnell’ufficio __________ o ad un periodo precedente. Le deposizioni degli\nappellanti, pertanto, non permettono di sconfessare la tesi dell’accusatore\nprivato, il quale ha dichiarato di essere stato informato della presenza della\ntelecamera, ma di avere anche confidato nel fatto che l’impianto fosse poi\nstato smantellato.\nPer quanto attiene, poi, alle testimonianze degli ex dipendenti della\ndiscoteca, si rileva che dalle deposizioni di S. non risulta affatto che ACPR 1\nsapeva dell’esistenza della telecamera. Il teste si è infatti limitato ad\naffermare genericamente che “si sapeva che all’interno della discoteca vi\nerano delle telecamere” e che “io sapevo dell’esistenza di telecamere\nall’interno della discoteca (…), nell’ufficio “__________ ” e nel locale\nmagazzino” (verbale d’interrogatorio S., pag. 2).\nNemmeno dalla testimonianza di J. risultano elementi sulla cui base è possibile\ngiungere alla conclusione che ACPR 1 sapeva della telecamera installata\nnell’ufficio __________ . Da essa, infatti, si può unicamente dedurre che il\nteste aveva saputo della telecamera nell’ufficio __________ all’epoca in cui V.\nvenne arrestato e che, poi, della questione, si disinteressò così che la\nsua dichiarazione finale (“tutti sapevano, anche la donna delle pulizie, che\nc’era la telecamera nell’ufficio __________ ”) non può, in alcun modo,\nessere concludente nella misura in cui si rivela essere palesemente l’espressione\ndi un suo soggettivo convincimento non fondato su fatti.\nACPR 1 è, invece, sicuramente credibile quando afferma di avere ritenuto,\nconformemente a quanto dettogli da IM 1, che la telecamera nascosta nel locale __________\nera stata smantellata dopo l’arresto di V.. È del tutto logico ritenere,"}