{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-04-06", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-17_2011-04-06.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=108268&nX40_KEY=4921815&nTrefferzeile=85&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "81e9ba49490907749bd355c8cabbd511"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.17"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 06.04.2011 17.2011.17"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 06.04.2011 17.2011.17"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 06.04.2011 17.2011.17"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Reclamo contro la decisione del giudice delle misure coercitive di commutare la condanna al lavoro di pubblica utilità in una pena detentiva"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 20:51:37", "Checksum": "df579a5474a5d8cb69e8a63bb5df05bb", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Corte di appello e di revisione penale 06.04.2011 17.2011.17\nRegesto:\nReclamo contro la decisione del giudice delle misure coercitive di commutare la condanna al lavoro di pubblica utilità in una pena detentiva\n\n\nE. RE 1 è insorto contro tale decisione, con reclamo 28 febbraio 2011 a questa Corte. Egli evidenzia che avrebbe iniziato una convivenza con una donna ticinese, seria e fidata, che lo starebbe aiutando. Lavorerebbe inoltre dal 1° settembre 2010 (recte 2011) per la __________, quale addetto alla manutenzione per la __________, società che lavora anch'essa per il gruppo __________, che si sta occupando delle istallazioni di tecnica ferroviaria presso il portale sud della galleria di base del San Gottardo. Percepirebbe entrate medie mensili di almeno fr. 5'000.–. Rilevato che la pena detentiva di 82 giorni comporterebbe il suo licenziamento, quindi conseguenze nefaste, chiede – previo annullamento della decisione impugnata – la commutazione della pena detentiva in una pena pecuniaria.\nConsiderando\nin diritto: 1. Gli articoli 363-365 CPP (fed) disciplinano la procedura in caso di decisioni giudiziarie indipendenti successive. Si tratta dei casi in cui il diritto penale prevede, soprattutto nell’ambito dell’esecuzione delle pene, l’obbligo per il giudice di completare posteriormente la sua sentenza oppure la possibilità di modificarla (Messaggio concernente l’unificazione del diritto processuale penale, FF 2006 pag. 989, pag. 1200). Giusta l’art. 363 cpv. 1 CPP (fed), il giudice che ha pronunciato la sentenza di primo grado emana anche le decisioni indipendenti successive demandate a un’autorità giudiziaria, per quanto la Confederazione e i Cantoni non dispongano altrimenti.\nAll’art. 10 LEPM il legislatore cantonale ha fatto uso di tale facoltà, trasferendo al Giudice dell’applicazione della pena (ovvero al Giudice dei provvedimenti coercitivi, art. 73 LOG) le competenze elencate nell'articolo stesso (lett. a-k). Al Giudice delle misure coercitive è stata in particolare conferita la competenza di sospendere, su istanza del condannato, l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva della pena pecuniaria o della multa e decidere in sua vece sulla proroga del termine di pagamento, sulla riduzione dell’importo dell’aliquota giornaliera o della multa o sull’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità nei casi non contemplati dall’art. 363 cpv. 2 CPP (art. 36 cpv. 3 CP) [art. 10 lett. a LEPM], di convertire il lavoro di pubblica utilità in una pena pecuniaria o in una pena detentiva nei casi non contemplati dall’art. 363 cpv. 2 CPP (art. 39 cpv. 1 CP) [art. 10 lett. b LEPM] e di esercitare tutte le altre attribuzioni che il diritto federale riserva al giudice dopo la crescita in giudicato della sentenza penale, esclusi i casi in cui il diritto federale assegna espressamente la competenza al Tribunale che ha pronunciato la sentenza o che deve giudicare la nuova infrazione [art. 10 lett. k LEPM].\nL’art. 363 cpv. 2 CPP (fed) prevede invece che il pubblico ministero o l’autorità penale delle contravvenzioni, che hanno pronunciato rispettivamente in procedura di decreto d’accusa o in procedura di decreto penale, emanano anche le decisioni successive. In questi casi la competenza è riservata esclusivamente a tale autorità e non vi è spazio per una differente disciplina cantonale.\nL’art. 12 LEPM prevede dei mezzi di ricorso differenziati a dipendenza del tipo di decisione prese dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Il condannato e il Ministero pubblico possono interporre reclamo ai sensi degli art. 393 e segg. CPP (fed) contro le decisioni del Giudice dell’applicazione della pena alla Corte di appello e di revisione penale nei casi dell’articolo 10 lett. a, b e k (cpv. 1, lett. a) oppure alla Corte dei reclami penali nei casi dell’articolo 10 lett. c-j (cpv. 1, lett. b); le altre decisioni in materia di esecuzione delle pene e delle misure sono direttamente impugnabili con reclamo alla Corte dei reclami penali entro 10 giorni (cpv. 2).\nLe decisioni di competenza del pubblico ministero o dell’autorità penale delle contravvenzioni ex art. 363 cpv. 2 CPP (fed) possono invece essere impugnate secondo le modalità previste in caso di decreto d’accusa, ovvero mediante opposizione (Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, ad art. 365 CPP n. 5; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrecht, n. 1395; Schwarzenegger, Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, ad art. 365 n. 4; Perrin, Commentaire Romand, ad art. 365 n. 13; Bernasconi e altri, Commentario CPP, ad art. 365 n. 2).\nSono invece impugnabili mediante appello, conformemente all’art. 399 cpv. 4 lett. g CPP (fed), le decisioni successive che sono emanate in occasione di una nuova condanna del giudice di prima istanza, anche se l’appello riguarda solo la decisione successiva e non l’ulteriore condanna oggetto del giudizio (Messaggio del 21 dicembre 2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, FF 2006 pag. 989, pag. 1202; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrecht, n. 1395; Heer, Basler Kommentar StPO, ad art. 365 n. 6; Schwarzenegger, op. cit., ad art. 365 n. 3; Perrin, op. cit., ad art. 365 n. 12).\n2. La fattispecie in\nesame ha per oggetto la conversione del lavoro di pubblica\nutilità – stabilita dal Giudice della Pretura penale, quindi una decisione non\ncontemplata dall'art. 363 cpv. 2 CPP (fed) – in una pena pecuniaria o in una\npena detentiva (art. 39 cpv. 1 CP); rientra pertanto tra le decisioni di\ncompetenza del Giudice delle misure coercitive giusta l’art. 10 cpv. 1 lett. b\nLEPM e come tale può essere oggetto di reclamo alla CARP (art. 12 cpv. 1 lett.\na LEPM).\nNe discende la competenza, in concreto, di questa Corte."}