dib., pag. 5) questa Corte, in un’applicazione generosa del principio in dubio pro reo, accerta che l’intervento di TE 4, compreso da AP 1, si limitò a quella domanda (“è necessario leggere tutto?”) e che quanto aggiunto dalla signora TE 3 nel verbale del 3 marzo 2009 (“visto che tanto lui non capiva nulla di italiano”) è una semplice deduzione della dichiarante circa i motivi della richiesta. E’, dunque, qui accertato che TE 4 interruppe il notaio chiedendo, in inglese, se fosse davvero necessario leggere tutto l’atto e che quella richiesta fu il campanello d’allarme che suscitò in AP 1 il dubbio che il comparente non comprendesse l’italiano. 6.12.