Se ciò può essere verosimile riguardo la signora TE 3 ritenuto che con essa il notaio - stando alle sue dichiarazioni - aveva già avuto occasione di parlare in italiano, la circostanza risulta francamente inverosimile relativamente all’acquirente: informarsi sulla comprensione della lingua è, infatti, un riflesso naturale per ogni notaio cui viene chiesto, da un terzo, di rogare un atto fra parti che non risultano avere legami con la nostra realtà linguistica (per nome, nazionalità, domicilio o residenza). Tuttavia, sulla questione l’inchiesta è silente.