l’erroneità di questa deduzione - spiega - è comprovata dal fatto che, all’inizio del rilevamento di velocità, il veicolo Audi inseguito aveva una distanza maggiore dal veicolo Opel rispetto alla fine della misurazione. Il giudice di prime cure - sempre a mente dell’insorgente - è, poi, incorso in contraddizione nell’affermare dapprima che “la misurazione termina nel momento in cui entrambi i veicoli cominciano a diminuire la velocità e la Audi si avvicina leggermente alla Opel” (sentenza impugnata, pag. 3), per poi attribuire alla Opel, nonostante abbia circolato ad una velocità inferiore rispetto alla Audi, i valori di misurazione concernenti quest’ultima (motivazione d’appello, pag.