L’insorgente sostiene, inoltre, che il giudice di prime cure è incorso in un errato apprezzamento nella misura in cui ha ritenuto che “la contemporaneità della misurazione non impedisce di attribuire i valori misurati singolarmente sia alla Audi sia alla Opel”: l’erroneità di questa deduzione - spiega - è comprovata dal fatto che, all’inizio del rilevamento di velocità, il veicolo Audi inseguito aveva una distanza maggiore dal veicolo Opel rispetto alla fine della misurazione.