A mente del primo giudice, nel caso di specie “pur essendo stata fatta un’unica misurazione per entrambi i veicoli, la stessa può essere utilizzata nei confronti di tutti e due i conducenti, perché può essere individualizzata senza difficoltà”. L’interposizione della Audi tra il veicolo inseguitore e la Opel non inficia, sempre a detta del primo giudice, la misurazione di velocità del veicolo del condannato, essendo quest’ultimo rimasto “sempre visibile a distanza costante, anche se per un momento in curva con maggiore difficoltà”. Potendosi “attribuire i valori misurati singolarmente sia alla Audi sia alla Opel” - ha concluso il pretore - non vi è violazione dell’art. 4 cpv.