Dagli atti emerge come ACPR 1 abbia subito un pesante danno cerebrale che ne ha compromesso in maniera definitiva la capacità di intendere e di volere. Pur non essendo deceduto, a seguito del reato commesso su di lui dall’imputato, egli ha in pratica smesso di vivere poiché della sua vita egli non ha più coscienza. Il pregiudizio alla sua salute è mastodontico e si distanzia di poco da quello che avrebbe patito in caso di morte. A rendere ancor più pesanti le conseguenze degli atti commessi dall’accusato vi è il fatto che la serissima menomazione subita dalla vittima ha avuto ed avrà importanti e durature conseguenze anche sulla vita dei suoi famigliari più stretti.