“ Di sé ha una grande stima: si considera perfetto, bravo, intelligente, forte ma il suo Io è ancora poco solido e ancora troppo permeabile agli stimoli esterni. Non ha identità storica (…) Del passato non fa tesoro né delle esperienze positive, né di quelle negative. (…) La capacità relazionale del periziando risulta compromessa dalle sue difficoltà a strutturare una giusta distanza con l’altro. Vuole essere indipendente e teme la dipendenza dall’altro. Dietro a lui tutto scompare: in particolare l’altro di cui non immagina mai la posizione o la sofferenza.