Ma non solo. Così come emerge dai documenti medici in atti, alcune di esse presentavano fratture talmente numerose da impedirne la rimozione “en bloc” (per esempio, l’osso frontale) e da rendere impensabile la ricostruzione del cranio con osso proprio. Quanto allo stato del cervello, esso era talmente compromesso che i medici hanno dovuto, in particolare, a causa dell’importantissimo edema cerebrale, rinunciare ad effettuare subito una cranioplastica tanto che, ancora mesi dopo, parte della calotta cranica era ancora assente (per necessità, date le condizioni del paziente).