Sarebbe semplicistico affermare che si tratta di dichiarazioni non indizianti una reale volontà poiché proferite in preda all’ira. In effetti, gli stessi propositi sono stati, come visto in precedenza, confermati anche alcune ore più tardi, quando l’imputato ha inviato un SMS dal tenore analogo a L. (cfr. consid. 26 di questa sentenza).