(…) Non volevo dargli una lezione, ma trovandomi lì in quel momento, casualmente, vedendo che i due si baciavano, ho perso il controllo” (verbale di interrogatorio 29 luglio 2011 dell’imputato, AI 279, pag. 6). Così facendo, l’accusato ha ammesso di essersi scagliato contro la vittima con particolare aggressività. Quella che lui definisce “perdita di controllo” non può essere considerata un atto involontario, al quale egli non ha potuto opporre resistenza (come vedremo in seguito, al momento dell’analisi dell’imputabilità del reato), ma piuttosto uno stato di rabbia estrema nel quale egli si è volontariamente posto e a cui egli ha deliberatamente dato sfogo con atti di straordinaria furia.