la dichiarazione resa al PP il 29 luglio 2011 non cambia la sostanza delle cose, trattandosi, palesemente, di un maldestro tentativo di ridimensionare un’affermazione di cui egli aveva, solo a quel momento, capito la portata). Ritenuto che il suo perseverare - dopo il primo attacco - dimostra concretamente come egli non ritenesse sufficiente la già violenta lezione impartita nella prima fase dell’aggressione, forza è concludere che la lezione che lui aveva in mente consisteva in un pestaggio che va ben oltre il semplice ferimento dell’antagonista e che si sarebbe dovuto concludere piuttosto con il suo abbattimento, temporaneo o definitivo che fosse. Non trascurabile