Per quanto riguarda le prime due pedate, poi, l’estrema violenza applicata è attestata dalle ammissioni dello stesso prevenuto che ha dichiarato che, dopo quella in faccia e quella immediatamente successiva all’altezza del ginocchio, la vittima ha barcollato ed è caduta a terra. L’ultimo colpo, dato al costato, è stato definito dal teste R.B. - e riconosciuto dall’accusato come tale, pur senza ricordare i dettagli - talmente violento che l’aggredito è sobbalzato da terra per poi ricadere a peso morto sulla pancia senza più muoversi (verbale di confronto 28 aprile 2011, AI 227, pag. 11).