“ Le lesioni encefaliche riportate per estensione e localizzazione hanno messo concretamente in pericolo la vita del soggetto, tanto che sarebbero state sicuramente letali se non tempestivamente trattate. Anche dopo l’effettuazione dell’intervento chirurgico (corretto per modalità e tempistica d’esecuzione) e la messa in opera di presidi e farmaci per il sostegno delle attività cardio-respiratorie, le lesioni permanevano di estrema gravità e potenzialmente letali, tanto che anche nei giorni successivi la prognosi ad vitam non poteva essere sciolta. Allo stato attuale l’evoluzione positiva delle lesioni non determina più un concreto pericolo di vita.