Lesse sul suo volto, dopo il primo calcio, la sofferenza per il dolore. Gli sferrò il secondo calcio al piede vedendolo cadere in avanti senza mettere in avanti le mani cadendo con la faccia al suolo. Gli inferse poi il calcio al costato (non ricorda se mentre lo stesso cadeva o quando lo stesso era già a terra)” (perizia psichiatrica 6 maggio 2011, AI 234, pag. 30). Questa versione non è credibile e non è suffragata da alcun elemento. Anzi, come vedremo, è esclusa dal materiale probatorio in atti.