Al dibattimento di primo grado, l’accusato ha poi dichiarato che la vittima dopo il calcio in faccia è caduta “con la faccia al suolo senza mettere in avanti le mani” (allegato 1 al verb. dib. TPC, pag. 1), confermando quanto dichiarato alla perita psichiatrica e da questa riportato nel suo referto: “ Ricorda di avergli inferto nella prima aggressione tre pugni e nella seconda tre calci. Riferisce alla perita di essersi reso conto di averlo ferito in maniera grave durante la seconda aggressione. Afferma che con il primo calcio lo colpì in faccia: ACPR 1 era “frastornato e stava cadendo all’indietro”. Lesse sul suo volto, dopo il primo calcio, la sofferenza per il dolore.