In seguito, alle 23.33.56 si nota distintamente il prevenuto, in maglietta a maniche corte, afferrare ACPR 1, colpirlo con dei pugni (almeno tre, come riconosciuto dall’autore stesso; verbale di confronto 28 aprile 2011, AI 227, pag. 5) ed un calcio e sbatterlo, sempre con estrema violenza, contro il muro di un edificio. Come si vede distintamente, la vittima di quel brutale pestaggio non accenna neppure un tentativo di difesa: verosimilmente, la violenza dei colpi subiti rendeva impossibile qualsiasi gesto di difesa (“L’uomo che è stato colpito non ha fatto nessun gesto di difesa. E’ rimasto come impassibile, come se fosse stato inutile fare qualcosa;