Gli accusatori privati hanno motivato la loro richiesta evidenziando come il tentato omicidio intenzionale sia riferito alla seconda parte dell’aggressione che, siccome già nella prima fase il prevenuto si era avventato sulla vittima, non trova più alcuna giustificazione se non nella volontà di causarle delle lesioni ancora più gravi e, eventualmente, la morte. In questo senso, a loro avviso, l’imputato, cercando la seconda aggressione, ha voluto colpire ancor più duramente ACPR 1, prendendo per lo meno in considerazione, accettandola, l’ipotesi di un suo decesso (doc. CARP III, pag. 2).