{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-03-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-136_2012-03-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111397&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=70&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1d860bb9c5cae980018409aae7478889"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.136"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Costringere qualcuno a fermare l'autovettura e ferirlo al volto nell'estrarre le chiavi dal cruscotto: coazione e lesioni colpose semplici. 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Manca, tuttavia, in relazione a tali fatti, in ogni caso, la condizione oggettiva di punibilità che è la realizzazione di una lesione: come visto sopra, la lesione al labbro - e meglio, la tumefazione al labbro inferiore con ematoma già formato al momento della visita medica, dolente alla palpazione - si è verificata prima dell’inizio dell’ipotetica aggressione e, in quei frangenti, vi sono state soltanto vie di fatto (Trechsel, op. cit., ad art. 134, n. 3 e ad art. 133 CP, n. 7; Aebersold, op. cit., ad art. 134 CP, n. 9 e ad art. 133 CP, n. 13).\nVisto quanto precede gli appellanti vanno prosciolti dal reato di aggressione.\n12. lesioni colpose semplici\na. L'art. 125 CP punisce con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chi, per negligenza, cagiona una lesione (semplice o grave) al corpo o alla salute di una persona.\nPerché la fattispecie sia adempiuta devono essere riunite tre condizioni: un danno al corpo o alla salute di una persona, una negligenza ed un nesso di causalità tra la negligenza e il danno al corpo o alla salute (Corboz, op. cit., 3a edizione, Berna 2010, ad art. 125 CP, n. 1 e segg.; DTF del 24 luglio 2009 6B_437/2008 consid. 2.1; DTF 122 IV 145 consid. 3 e rinvii).\nGiusta l’art. 12 cpv. 3 CP, commette un crimine o un delitto per negligenza chi, per imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto. L’imprevidenza è colpevole ove l’agente non abbia usato le precauzioni cui era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali.\nb. La descritta tumefazione al labbro inferiore causata da AP 1 a ACPR 1 nell’atto di estrarre le chiavi dal blocco di accensione della vettura è, senza ombra di dubbio, una lesione semplice ai sensi dell’art 125 cpv. 1 CP.\nAl proposito, ci si limita, qui, a ricordare che la giurisprudenza menziona, a titolo d'esempio di lesioni, le iniezioni, la rasatura totale e ogni atto che provoca una malattia, l'aggrava o ne ritarda la guarigione, come le ferite, i lividi, le escoriazioni o le graffiature, salvo che queste lesioni abbiano per conseguenza solo un disturbo passeggero e senza importanza della sensazione di benessere (DTF 134 IV 189 consid. 1.1) e che in DTF 119 IV 25 il TF ha precisato che “un hématome, résultant de la rupture de vaisseaux sanguins, qui laisse normalement des traces pendant plusieurs jours, doit être qualifié de lésion corporelle” (consid 2a).\nAnche la negligenza di AP 1 deve essere sicuramente ammessa: egli ha, infatti, compiuto un movimento brusco all’interno del ristretto dell’abitacolo della vettura della vittima, senza scorgere, come avrebbe invece dovuto fare alla luce delle circostanze concrete - in cui egli dall’esterno dell’autovettura è entrato con il busto attraverso il finestrino aperto, è passato davanti alla vittima seduta sul sedile anteriore e ha tolto con molta determinazione le chiavi dal blocco di accensione - la possibilità molto concreta di colpire ACPR 1 durante l’esecuzione di tali gesti in uno spazio molto ristretto.\nNon vi è dubbio che fra l’imprudenza di AP 1 e la lesione vi sia un rapporto di causalità naturale ed adeguata.\nvie di fatto\na. Le vie di fatto, sanzionate dall'art. 126 CP, sono le aggressioni fisiche che eccedono ciò che è socialmente tollerato e che provocano un disturbo passeggero del benessere, senza causare né lesioni fisiche né danni alla salute. Una tale lesione può sussistere anche se non ha causato alcun dolore fisico (DTF 134 IV 189 consid. 1.2; 119 IV 25 consid. 2a). La distinzione tra le lesioni semplici e le vie di fatto può apparire problematica, specialmente quando la lesione è circoscritta ad ammaccature, escoriazioni, graffiature o contusioni; in questi casi, per stabilire se si tratta di lesioni semplici o di vie di fatto, si deve tener conto dell'importanza del dolore provocato (Corboz, op. cit., ad art. 123 CP, n. 11 e ad art. 126 CP, n. 5; Donatsch, Strafrecht III, 9ª ed., Zurigo 2008, pag. 46; DTF 119 IV 2 consid. 4a).\nRitenuto poi che le nozioni di vie di fatto e lesione dell'integrità fisica - decisive per l'applicazione degli art. 123 e 126 CP - sono nozioni giuridiche indeterminate, la giurisprudenza riconosce, in questi casi, un certo margine d'apprezzamento al giudice del merito, in quanto l'accertamento dei fatti e l'interpretazione della nozione giuridica indeterminata sono strettamente connesse; il Tribunale federale interviene dunque solo con riserva sull'interpretazione fatta dall'autorità cantonale (DTF 134 IV 189 consid. 1.3; 119 IV 25 consid. 2a pag. 27).\nb. Il dolore alla palpazione lamentato dalla vittima alla regione dell’articolazione temporomandibolare sinistra, dovuta con ogni verosimiglianza alle strette al volto che AP 1 ha ammesso anche al dibattimento di appello di averle inferto (verbale del dibattimento, pag. 3), pur rappresentando certamente un’aggressione fisica eccedente quanto socialmente tollerato, non configura tuttavia una lesione significativa del corpo della vittima tale da giustificarne la qualifica di lesione semplice. Si tratta invece di vie di fatto ai sensi dell’art. 126 CP. La regione temporomandibolare sinistra non presenta infatti contusioni o lacerazioni, ma unicamente un dolore alla palpazione, che non è sicuramente tale da giustificare l’applicazione dell’art. 123 cifra 1 CP (DTF 107 IV 43, consid. d)."}