{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-03-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-136_2012-03-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111397&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=70&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1d860bb9c5cae980018409aae7478889"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.136"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Costringere qualcuno a fermare l'autovettura e ferirlo al volto nell'estrarre le chiavi dal cruscotto: coazione e lesioni colpose semplici. 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Chiamare una donna con l'epiteto di \"puttana\": ingiuria\n\n\nLa giurisprudenza ha precisato (in relazione al reato di rissa che ha la stessa condizione oggettiva di punibilità) che non è necessario che essa si realizzi durante la rissa ma è sufficiente che la lesione o la morte sia causata da violenze risultanti dall’animo bellicoso acceso dalla rissa terminata poco prima e dall’eccitazione cui essa ha dato origine (DTF 104 IV 246).\nCome visto, perché ci sia aggressione è necessario che gli aggressori siano almeno due. Ma perché questa condizione sia realizzata, è sufficiente che una persona si unisca all’aggressione iniziata da un’altra (Aebersold, op. cit., ad art. 134 CP, n. 5).\nPerché l’art. 134 sia realizzato è sufficiente che l’autore abbia partecipato - anche solo psicologicamente o verbalmente (Stratenwerth/Jenny, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil I, Berna 2010, ad § 4, n. 40; Trechsel, op. cit., ad art. 134 CP, n. 2; Aebersold, op. cit., ad art. 134 CP, n. 7) - all'aggressione. Irrilevante è, invece, la sua responsabilità in relazione alla morte o alla lesione poiché non è il risultato ciò di cui risponde l'autore: il risultato è soltanto la dimostrazione della pericolosità che giustifica il perseguimento penale dell’aggressione (RJN 1998, p. 135).\nIl partecipante è punibile anche se ha lasciato l'aggressione prima che sopraggiungessero le lesioni o la morte, a condizione che il confronto avesse avuto, già al momento della sua partenza, caratteristiche tali da renderlo pericoloso (Corboz, op. cit., ad art. 133 CP, n. 9; Trechsel, op. cit., ad art. 133 CP, n. 7; Aebersold, op. cit., ad art. 133 CP, n. 16 e ad art. 134 CP, n. 9; Stratenwerth/Jenny, op. cit., ad § 4, n. 31 e 42; DTF 106 IV 246). Non integra, invece, il reato di aggressione colui che vi partecipa soltanto dopo che l'ultima lesione si è realizzata (Corboz, op. cit., ad art. 133 CP, n. 9; Aebersold, op. cit., ad art. 133 CP, n. 15 e ad art. 134 CP, n. 9; Stratenwerth/Jenny, op. cit., ad § 4, n. 31 e 42).\nDal profilo soggettivo, è richiesta l'intenzione. Questa deve portare solo sulla partecipazione ad un'aggressione. Non è, invece, richiesto che l’intenzione degli autori si riferisca alla morte o alle lesioni provocate (Trechsel, op. cit. ad art. 134 CP, n. 3 e 4; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., ad art. 134 CP, n. 3; Corboz, op. cit., ad art. 134 CP, n. 10; cfr. DTF 118 IV 227: ove l’intenzione di un partecipante a una rissa o a un’aggressione sia diretta all’uccisione o a lesioni personali, egli dev’essere condannato non solo ai sensi degli art. 133 o 134 CP ma altresì in virtù degli art. 111 e seg. o 122 e seg. CP).\nPerché si possa parlare di attacco unilaterale - e, quindi, di aggressione - è necessario che la o le persone aggredite non abbiano avuto, al momento dell’attacco, un atteggiamento aggressivo. In altri termini, occorre che l’inizio del confronto sia dipeso dal caso o, comunque, dalla sola volontà degli aggressori (Corboz, op. cit., ad art. 134 CP, n. 6).\nLa persona aggredita deve rimanere passiva o, al massimo, deve cercare di proteggersi in modo difensivo, ad esempio, mettendo le mani davanti al viso o respingendo l’aggressore (Aebersold, op. cit., ad art. 134 CP, n. 6; Stratenwerth/Jenny, op. cit., ad § 4, n. 37; cfr. anche Kassationshoh ZH 31.10.05 N. AC 050028; RJN 1998 p. 135).\nIl TF ha recentemente avuto modo di precisare che vi è aggressione (o vie di fatto, lesioni corporali o omicidio) soltanto quando una persona, coinvolta in un diverbio, ha un’attitudine puramente passiva, non sferra alcun colpo ma cerca unicamente di difendersi senza in alcun modo utilizzare la violenza né lasciarsi andare a vie di fatto. Vi è, per contro, rissa quando ogni parte partecipa attivamente al diverbio quand’anche unicamente allo scopo di difendere se stesso o un terzo o alfine di separare i contendenti (DTF 131 IV 152; 106 IV 246; 94 IV 105; 70 IV 126 secondo cui il partecipante che interviene per pura difesa e che, per il suo comportamento, non provoca né alimenta in alcun modo il diverbio, beneficia dell’impunità prevista dall’art. 133 cpv. 2 CP).\nc. In concreto, non sono realizzati i presupposti dell’aggressione.\nGli atti dimostrano che, quando l’hanno bloccata nel parcheggio, i due AP 1 non avevano alcuna intenzione di aggredire la donna ai sensi del citato disposto. La loro intenzione era, con evidenza, quella di costringerla a fermarsi, a discutere con loro della sua relazione con il figlio (rispettivamente, fratello), quindi, ammettere di avere abusato dei suoi sentimenti estorcendogli del denaro e costringerla a restituirlo o, perlomeno, impegnarsi a farlo. A quel momento, la loro intenzione - che, poi, si è realizzata nei fatti - era riferita al reato di coazione (cfr, fra gli altri, verbale del dibattimento del 29 marzo 2012, pagg. 2-3).\nE’ a quel momento - e meglio, mentre toglieva di forza la chiave dal cruscotto della vettura - che AP 1 ha colpito, per negligenza, la donna al viso procurandole la lesione di cui al certificato medico in atti."}