{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-03-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-136_2012-03-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111397&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=70&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1d860bb9c5cae980018409aae7478889"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.136"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Costringere qualcuno a fermare l'autovettura e ferirlo al volto nell'estrarre le chiavi dal cruscotto: coazione e lesioni colpose semplici. 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(…) Lui e mia sorella mi spiegarono quindi i retroscena della vicenda a me ignoti. In pratica mia sorella aveva inviato alcuni sms a ACPR 1 facendosi passare per un facoltoso uomo. Mia sorella, sempre facendosi passare per questo uomo, concordava un appuntamento con ACPR 1 al __________. Quindi all’appuntamento con ACPR 1 si sono recati mio padre e mia sorella. Mio padre mi ha raccontato che quando ACPR 1 li ha visti ha tentato di fare retromarcia per andarsene ma che mia sorella gli ha ostruito il passaggio obbligandola a fermarsi. Una volta fermata ACPR 1 l’hanno ripetutamente insultata verbalmente dandogli della «troia, puttana»\nE altri titoli. Mio padre e mia sorella mi hanno pure detto di averle tirato i capelli e di avergli strappato la chiave dell’automobile dal motorino d’avviamento. In merito alla borsa mio padre mi ha detto di avergliela presa in un momento di rabbia” (verbale di M. del 5 maggio 2010, pagg.1-2, AI 1, allegato 16).\n9. Il medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale __________ che ha visitato ACPR 1 poco dopo i fatti ha accertato la presenza di una tumefazione al labbro inferiore con ematoma già formato e dolenzia alla palpazione nonché di dolore alla palpazione della regione articolazione temporomandibolare sinistra (cfr. allegato 5, AI 1).\n10. Nel DA poi contestato, il procuratore pubblico ha, in pratica, recepito i fatti così come essi sono stati raccontati dai due AP 1 (in particolare, ACPR 1 non è stata creduta laddove ha detto di essere stata colpita con dei pugni).\nAppello\n11. aggressione\nGli appellanti contestano, innanzitutto, la realizzazione del reato di aggressione sostenendo, in sostanza, che le tirate di capelli e l’involontario colpo al labbro inferto alla vittima nel tentativo di togliere le chiavi dal blocco di accensione non sono delle lesioni semplici, ma “al massimo delle vie di fatto” e, come tali, non configurano il reato di aggressione (dichiarazione di appello, consid. 1, pag. 2).\na. Per determinarsi sulla realizzazione del reato di aggressione, questa Corte deve riferirsi, così come già hanno fatto il procuratore pubblico e il primo giudice, alle dichiarazioni rilasciate nel corso del procedimento dagli appellanti, che ancora davanti a questa Corte hanno ribadito di non aver assolutamente colpito ACPR 1 con dei pugni (verbale del dibattimento, pagg. 3-4). Quest’ultima ha, infatti, evidentemente esagerato nella descrizione della violenza subita ritenuto che le emergenze probatorie oggettive - in particolare, le constatazioni mediche (AI 1, allegato 5) - escludono che lei sia stata colpita, quella sera, con più pugni e confermano, invece, la piena attendibilità di AP 1 e IM 1 ritenuto che esse sono del tutto compatibili con il colpo che l’uomo ha ammesso di averle inferto nell’atto di togliere le chiavi dal blocco di accensione dell’autovettura (verbale di AP 1 del 5 maggio 2010, pag. 2, AI 1, allegato 7; verb. dib. d’appello, pag 3 e 4).\nb. Giusta l’art. 134 CP, chiunque prende parte ad un’aggressione, a danno di una o più persone, che ha per conseguenza la morte o la lesione di un aggredito o di un terzo, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.\nQuesta norma - entrata in vigore il 1.1.1990 - è stata introdotta per colmare la lacuna conseguente all’inapplicabilità dell’art 133 CP ai casi in cui nella lite vi è soltanto una parte attiva, nel senso che l’altra o subisce passivamente o si limita ad una reazione di carattere difensivo, senza un vero e proprio scambio di colpi (Aebersold, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 2.edizione, Basilea 2007, ad art. 134 CP, n. 1).\nIl reato di aggressione - che è un delitto di messa in pericolo astratta (Aebersold, op. cit., ad art. 134 CP, n. 1) - si realizza quando almeno due persone (Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. I, 3ª ed., Berna 2010, ad art. 134 CP, n. 3) attaccano con violenza una o più persone (Corboz, op. cit., ad art. 134 CP, n. 4) che rimangono passive. L’aggressione si distingue, così dalla rissa nel senso che si tratta di un atto di violenza unilaterale (Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo, 2008, ad art. 134 CP, n. 1; Corboz, op. cit., ad art. 134 CP, n. 5; Aebersold, op. cit., ad art. 134, n. 6).\nL'aggressione può, anche, svilupparsi direttamente da una rissa quando, dopo uno scambio reciproco di violenze, gli aggressori continuano ad infierire sulla vittima ormai inerme (Stratenwerth/ Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, Berna 2009, ad art. 134 CP, n. 2; Aebersold, op. cit., n. 5 ad art. 134 CP; DTF 118 IV 227).\nLa morte o il ferimento della persona attaccata (o di una delle persone attaccate) è condizione oggettiva di punibilità (Trechsel, op. cit., ad art.134 CP, n.3) che non è data quando la morte o le lesioni si producono nella persona di un aggressore (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., ad art. 134 CP, n. 1 e 4; Corboz, op. cit., ad art. 134 CP, n. 9) e nemmeno quando gli atti di violenza commessi rappresentano unicamente delle vie di fatto (Trechsel, op. cit., ad art. 134, n. 3 e ad art. 133 CP, n. 7; Aebersold, op. cit., ad art. 134 CP, n. 9 e ad art. 133 CP, n. 13)."}