{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-03-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-136_2012-03-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111397&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=70&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1d860bb9c5cae980018409aae7478889"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.136"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Costringere qualcuno a fermare l'autovettura e ferirlo al volto nell'estrarre le chiavi dal cruscotto: coazione e lesioni colpose semplici. Negato il reato di aggressione. Chiamare una donna con l'epiteto di \"puttana\": ingiuria"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 20:45:05", "Checksum": "e643b368f63c2db822ffc457f5b2a457", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Corte di appello e di revisione penale 29.03.2012 17.2011.136\nRegesto:\nCostringere qualcuno a fermare l'autovettura e ferirlo al volto nell'estrarre le chiavi dal cruscotto: coazione e lesioni colpose semplici. Negato il reato di aggressione. Chiamare una donna con l'epiteto di \"puttana\": ingiuria\n\n\n(verbale di audizione di ACPR 1 del 1° dicembre 2011, pag. 1).\n6. La sera del 5 maggio 2010 è stato sentito dalla polizia anche AP 1 che ha, dapprima, spiegato di aver architettato, insieme alla figlia IM 1, il piano ai danni dell’amica del figlio M. per convincerlo che la donna nutriva nei suoi confronti un interesse economico e non sentimentale. Con questo scopo, fingendo che a scrivere fosse tale “__________”, un facoltoso industriale con ditte in Ticino e in Italia, hanno invitato ACPR 1 al ristorante __________ (verbale di AP 1 del 5 maggio 2010, pag. 1, AI 1, allegato 7).\nSu quanto accaduto dopo l’arrivo della donna nel parcheggio del ristorante, AP 1 ha poi dichiarato quanto segue:\n“ Verso le 19.45 è giunta ACPR 1, che vedendoci (eravamo in piedi dietro alla nostra macchina) ha inserito la retromarcia, cercando di scappare. Da parte sua IM 1 si metteva dietro al veicolo impedendole di fuggire. In seguito ci siamo messi di fianco, lato conducente, ACPR 1 ha aperto la porta e io ho iniziato a dirgli quello che pensavo di lei, ovvero: «che era una puttana di lusso, che voleva solo mangiare fuori i soldi a mio figlio». Da parte sua ella confermava quanto da me dichiarato e io preso dalla rabbia del momento le ho tirato i capelli e le ho preso le guance scuotendola (…). …all’inizio, appena ci siamo messi di fianco alla macchina e ACPR 1 ha aperto la porta, io le ho tolto le chiavi dell’auto per far si che ella non fuggisse. Facendo ciò probabilmente l’ho colpita al volto. In seguito le ho detto di iniziare a darmi indietro un po’ di soldi, quelli rubati a mio figlio. ACPR 1 ha preso la borsetta e mi ha dato circa 100 euro e 60 franchi (non so di preciso la somma). Da parte mia gli prendevo la borsetta, sempre alterato e molto arrabbiato, buttando all’interno della macchina tutto il contenuto. Io mi sono tenuto la borsetta dicendole che era un anticipo di quello che ci doveva” (verbale di AP 1 del 5 maggio 2010, pagg. 1-3, AI 1, allegato 7).\nAlla polizia, AP 1 si è dichiarato disposto a restituire la borsetta e il suo contenuto (nel frattempo, sequestrata, cfr. verbale di sequestro, AI 1, allegato 15) alla proprietaria (verbale di AP 1 del 5 maggio 2010, pag. 2 e 3, AI 1, allegato 7).\n7. Nel suo interrogatorio, pure avvenuto nella sera del 5 maggio 2010, IM 1 ha confermato le dichiarazioni del padre sia riguardo gli sms inviati all’amica del fratello che riguardo quanto fecero una volta che la donna giunse nel luogo dell’appuntamento:\n“ Quando lei è arrivata (a bordo della sua auto, Mini cabrio targata italia), mi ha vista ed ha cercato di fare retromarcia per lasciare il luogo. Io mi sono portata dietro alla sua auto per impedirle di scappare e lei in effetti ha arrestato l’auto (…). Lei è rimasta in auto. Ci siamo quindi messi a discutere animatamente io e mio padre da una parte e ACPR 1. Durante la conversazione le ho fatto notare che lei aveva rubato del denaro a mio fratello oltre ad avergli fatto spendere soldi. (…) A più riprese l’ho esortata a scendere dall’auto ma lei non voleva. Ad un certo punto lei ha aperto la portiera per cercare di allontanarmi dalla sua auto (…). La portiera è rimasta aperta e io e mio padre abbiamo cercato di farla uscire dall’auto. Verbalmente l’abbiamo sollecitata a scendere ed in seguito entrambi, in un momento io e in un altro mio padre (non ricordo comunque l’ordine cronologico), l’abbiamo strattonata per i capelli. Poi lei ha preso la sua borsa ha tolto il portamonete da cui ha preso del denaro e ce lo ha tirato, facendo ciò è volato fuori dalla sua auto patente, documenti e altre cose. Alcune cose le abbiamo rigettate all’interno dell’auto mentre alcune le abbiamo tenute noi. Nella fattispecie abbiamo tenuto una carta bancaria, un porta biglietti da visita, un rossetto, un eyeliner, e del denaro (ca 50.- CHF; ca 70.- Euro) e la sua borsa. Era nostra intenzione comunque restituire nella giornata di domani sia la borsetta che il resto degli oggetti a ACPR 1. Mio padre ha preso la borsetta ed il resto degli oggetti in un momento di rabbia, non era nostra intenzione appropriarcene” (verbale di IM 1 del 5 maggio 2010, pag. 2, AI 1, allegato 10).\n8. Sempre la sera del 5 maggio 2010, è stato sentito dalla polizia anche M., che ha confermato di intrattenere da due o tre mesi una relazione con ACPR 1 per cui aveva speso almeno fr. 15'000.- (principalmente per lavori effettuati nel suo appartamento a __________ ma anche per regali; cfr verbale di __________ del 5 maggio 2010, pag. 1, AI 1, allegato 16). L’uomo ha, pure, confermato che sia il padre che la sorella gli ripetevano che la donna non nutriva per lui alcun sentimento ma lo frequentava unicamente per interesse ed ha pure confermato che lui non ha mai voluto dar loro ascolto.\nHa, infine, dichiarato che, quella sera, il padre e la sorella sono usciti di casa dopo cena (verso le 19.30), per rincasare alle 20.30 e raccontare il piano ordito e messo in atto per smascherare ACPR 1:"}