Considerato, comunque, pure che la questione va inserita in un contesto di litigiosità fra vicini che, al di là delle singole responsabilità, ha certamente avuto per effetto di esasperare gli animi dei protagonisti, questa Corte avrebbe inflitto all’accusato una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere. Tuttavia, la palese violazione del principio di celerità - si giunge a giudizio quasi 5 dopo i fatti in un’inchiesta che non presentava alcuna difficoltà e in cui l’ultimo atto istruttorio è del febbraio 2008 - impone di ridurre la pena a 15 aliquote giornaliere.