{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-05-31", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-135_2012-05-31.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111425&nX40_KEY=4921779&nTrefferzeile=33&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "83c8d377f420badd160ec93bb869ca27"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.135"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Condanna per lesioni semplici; situazione di legittima difesa non ammessa perché l'imputato non ha reso verosimile di essere stato attaccato dalla vittima. Commisurazione della pena"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:05:59", "Checksum": "1c2e7dd4ed52aa6324101b490bffe9df", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135\nRegesto:\nCondanna per lesioni semplici; situazione di legittima difesa non ammessa perché l'imputato non ha reso verosimile di essere stato attaccato dalla vittima. Commisurazione della pena\n\n\nÈ vero che c’erano dei pezzi di legno. Ce n’erano una montagna che il signor IM 1 e la convivente dovevano accatastare, ma io non ho mai preso in mano alcun pezzo di legno.\nSu quanto successo prima del pugno, preciso quanto segue.\nQuel giorno quando arrivai davanti alla mia stalla vidi due cani sbucare da un recinto aperto. Io ho cercato di allontanarli gridando “via” e facendo dei movimenti con le braccia. Non ho assolutamente né dato né cercato di dare delle pedate.\nRicordo che persino la convivente di IM 1 ha cercato di richiamare i cani, gridando “Birba, Birba” (credo che fosse il nome di un cane). Ma i due non è che ubbidissero molto.\nMi sono lamentato con IM 1 dicendogli che non potevo nemmeno più passare di lì senza essere aggredito (ricordo che normalmente potevo passare anche con il trattore e che a quel punto non potevo più fare perché IM 1 usava il sedime della strada per sé). A quel punto IM 1 mi ha insultato dicendomi “ruffiano, poco di buono, vecchio rimbambito”. Io sono rimasto impietrito e ho visto che all’improvviso IM 1 Ha fatto uno scatto e mi ha colpito nella zona dell’occhio e del naso con il braccio teso.\nIl colpo è stato violento e sono riuscito a restare in piedi solo perché mi sono appoggiato a terra con la mano.\nNon ho detto nulla. Ero molto spaventato, anche\nperché dal naso mi usciva molto sangue. Mi sono diretto subito verso la casa\npaterna che è circa a 80 m da lì, dove abita mio fratello. Volevo farmi dare un\nfazzoletto perché il mio era già intriso di sangue”\n(verbale dibattimento 31\nmaggio 2012 di AP 1).\n10.4. IM 1 ha, invece, dichiarato di avere colpito il vicino perché questi, dopo avere tentato di colpirlo con un pugno, ha tentato di colpirlo con un bastone:\n“Il giorno prima del\nfatto, nel pomeriggio, il sig. AP 1 è giunto in loco e senza chiedermi nulla,\nmediante una falce tagliava una pianta rampicante (edera) cresciuta in mezzo\nalle due proprietà con una parte di essa rampicante sulla mia facciata. Questo\ngesto mi ha dato fastidio solamente dal fatto che non mi aveva interpellato. La\nfaccenda comunque per me era conclusa quando il giorno seguente, trovando nei\ndintorni ancora il sig. AP 1, lo interpellavo in merito chiedendo delle\nspiegazioni di tale gesto. Come risposta si rivolgeva al sottoscritto dicendo\nche a lui questa edera dava fastidio poiché raggiungeva la sua proprietà e\nquindi aveva deciso di tagliarla senza interpellarmi.\nNel frattempo, mentre stavo terminando il discorso dell’edera, i miei due\ncagnolini, causa la porta semi chiusa, mi raggiungevano. AP 1, senza alcun\nmotivo apparente, poiché animali tranquilli e di piccole dimensioni, come\nreazione cercava di colpirli con dei calci. Secondo il mio punto di vista, AP 1,\nsferrando tre o quattro calci contro i piccoli animali, era intenzionato a\nfarli reagire in malo modo alfine di essere addentato per poter procedere in\nuna causa contro il sottoscritto.\nTale suo comportamento mi ha infastidito a tal punto che l’ho invitato ad andar\nvia dicendogli “vecchio rimbambito, non darmi più fastidio, è già tre anni che\nmi perseguiti” riferendomi alla diatriba inerente l’usufrutto del terreno\nPatriziale. Non ricordo di preciso l’affermazione fatta sul suo conto ma sono\nsicuro di non averlo offeso con delle affermazioni calunniose.\nSta di fatto che AP 1 non voleva andarsene. L’ho invitato parecchie volte ad\nallontanarsi. Come sua reazione ha iniziato di nuovo a provocarmi cercando di\ncolpirmi con dei pugni. D’istinto l’ho afferrato ad un braccio e l’ho trascinato\nper terra senza comunque inveire contro di lui.\nVisto che il AP 1 è una persona anziana, l’ho pure aiutato a rialzarsi. Appena\nin piedi non trovava di meglio che cercare ancora di colpirmi con dei pugni. Al\nché, ad un determinato momento afferrava un bastone di legno che si trovava lì\naccanto cercando di colpirmi. D’istinto l’ho anticipato sferrando un pugno di\nstriscio sul suo volto”\n(verbale del 24 settembre 2007 allegato all’AI 2, pag. 2-3).\nNel secondo interrogatorio, IM 1, dopo avere genericamente riconfermato le sue dichiarazioni precedenti senza riprenderle, ha detto:\n“ La mia reazione di colpirlo con un pugno è stata quando ha afferrato un bastone nell’intento sicuramente di colpirmi. Quindi, ribadisco che come mia reazione di legittima difesa, ho sferrato un pugno colpendolo al volto facendolo così desistere dal suo scopo”\n(verbale del 6 febbraio 2008 allegato all’AI 2, pag. 1)\nAl dibattimento d’appello, IM 1 ha, invece, dichiarato:"}