{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-05-31", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-135_2012-05-31.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111425&nX40_KEY=4921779&nTrefferzeile=33&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "83c8d377f420badd160ec93bb869ca27"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.135"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Condanna per lesioni semplici; situazione di legittima difesa non ammessa perché l'imputato non ha reso verosimile di essere stato attaccato dalla vittima. 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La\nvittima è stata visitata lo stesso giorno dei fatti dal personale del Pronto soccorso\ndell’Ospedale __________ che le ha diagnosticato una “frattura dell’osso\nnasale con epistassi”, una “ferita d’abrasione sul dorso del naso” e\nuna “piccola ferita lacero contusa sulla regione dello zigomo destro”\n(cfr. certificato medico del 5 settembre 2007 allegato alla querela).\nLe ferite riportate da AP 1 sono documentate anche dalle fotografie allegate\nalla sua querela 10 settembre 2007 nonché da quelle prodotte in occasione del\ndibattimento di primo grado.\nAppello\n10. Nel\nsuo appello, AP 1 contesta le conclusioni del primo giudice che, dopo aver ritenuto\ncome né la versione di AP 1 né quella di IM 1 appaiano manifestamente\ninattendibili e come non vi siano agli atti elementi che permettano di\npreferire una versione all’altra, ha spiegato che non si può “escludere con\ncertezza che la vittima, adiratasi per la situazione, ha afferrato un bastone\nper utilizzarlo in qualche modo contro l’accusato” (sentenza impugnata,\nconsid. 6 pag. 5).\n10.1. Si osserva innanzitutto che nei casi, come quello in esame,\ncaratterizzati da difficoltà probatorie, diventano decisive le dichiarazioni\ndelle parti direttamente coinvolte nei fatti (cfr. sentenza CARP del 2 febbraio\n2010 inc. 17.2011.120 consid. 6 con riferimenti). Occorre in particolare\nesaminare, sulla scorta di tutte le circostanze emergenti dagli atti, quale\nversione appare più convincente. Ciò dev’essere stabilito prevalentemente in\nbase al valore intrinseco delle dichiarazioni delle parti nonché in base al\nmodo in cui le loro indicazioni si susseguono. Nella valutazione delle\ndeposizioni non ci si deve fondare semplicemente sulla credibilità generale\ndelle parti, determinante essendo piuttosto l’attendibilità delle concrete\ndeposizioni rilevanti per il giudizio (cfr. sentenza OGer ZH del 17 giugno 2010,\nSB 100195).\n10.2. In concreto, è accertato - perché sulla questione le dichiarazioni\ndei protagonisti sono concordi - che IM 1 ha rotto il naso di AP 1 colpendolo\ncon un pugno.\nContestata è, invece, la situazione di attacco cui IM 1 ha dichiarato di avere\nreagito.\n10.3. Del preteso attacco, AP 1 non ha fatto alcuna menzione nel primo verbale reso alla polizia in cui, al contrario, ha dichiarato di essere stato picchiato da IM 1, senza motivo, nonostante egli non avesse reagito in alcun modo agli insulti che il vicino gli aveva, prima del pugno, indirizzato:\n“Mentre bel bello\ncamminavo sulla stradina citata, poco prima di raggiungere lo stabile del IM 1,\nad un tratto venivo raggiunto da due cani. I due animali, essendo incustoditi,\nringhiando e abbaiando non mi permettevano di proseguire saltandomi\nletteralmente addosso. Essendomi spaventato, li ho allontanati a gesti,\ntacciandoli di “bestiacce”, senza comunque colpirli in alcun modo. Nel\nfrattempo IM 1, che si trovava poco lontano, tentava inutilmente di richiamarli\nall’ordine. Al che, infastidito di tale fatto, mi rivolgevo al IM 1 dicendogli\n“oltre a non poter passare con il mio veicolo non posso nemmeno più passare a\npiedi di qui”.\nA questo punto IM 1 si rivolgeva al sottoscritto lamentandosi del fatto che il\ngiorno prima avevo eseguito il taglio di una pianta rampicante sul mio stabile,\ntaglio del quale, secondo lui l’avrei dovuto avvertire prima. Dopodiché, senza\nalcun motivo, iniziava ad insultarmi con i seguenti epiteti: “Sei un ruffiano,\nun poco di buono, non farti più vedere, vai via da qui, altrimenti ti metto\napposto io”. Rimasto alquanto male da queste affermazioni offensive sul mio\nconto. Comunque non rispondevo alle sue minacce. Al ché IM 1, all’improvviso e\nsenza alcun motivo, non trovava di meglio che sferrare un pugno colpendomi al\nvolto”\n(verbale del 19 settembre 2007 allegato all’AI 2, pag.\n2-3).\nIn seguito, quando gli sono state contestate le\ndichiarazioni del vicino, AP 1 le ha contestate, negando sia di avere tentato\ndi colpire i cani sia di avere tentato di colpire IM 1 sia di avere impugnato\nun bastone:\n“D1: L’agente interrogante\nmi contesta il fatto che dalle dichiarazioni rese dal IM 1 risulta che lei ad\nun determinato momento, dopo aver cercato di colpire con delle pedate i cani e\ndopo il primo “scontro” con il IM 1, ha afferrato un’asta di legno e ha tentato\ndi colpirlo. Cosa ha da dichiarare in merito?\nR1: Queste affermazioni sono false. Risulta vero che ho allontanato i cani\nsenza comunque colpirli poiché mi stavano infastidendo su una pubblica via. È\nsolo allora che IM 1 mi si è avvicinato ed ha iniziato a insultarmi per\nallontanarmi dal luogo. Ad un tratto, senza che lo abbia né insultato ne tanto\nmeno minacciato, mi ha sferrato un pugno colpendomi al volto allo scopo\nevidente di farmi male e non per sua difesa.\nNon ho mai afferrato un legno nell’intento di colpirlo e pertanto le sue\naffermazioni le ritengo false. Ho ottant’anni e non ho mai minacciato nessuno e\ntantomeno il signor IM 1”\n(verbale del 9 febbraio\n2008 allegato all’AI 2, pag. 1).\nParimenti ha fatto al dibattimento d’appello:\n“ Non è assolutamente vero che io abbia preso il signor IM 1 per la camicia. Non l’ho nemmeno toccato. Quindi non siamo assolutamente caduti a terra insieme. Quello che ha riferito al riguardo il signor IM 1 non è vero.\nNon ho preso in mano un bastone."}