{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-05-31", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-135_2012-05-31.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111425&nX40_KEY=4921779&nTrefferzeile=33&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "83c8d377f420badd160ec93bb869ca27"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.135"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 31.05.2012 17.2011.135"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Condanna per lesioni semplici; situazione di legittima difesa non ammessa perché l'imputato non ha reso verosimile di essere stato attaccato dalla vittima. 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Non è richiesto che egli ne porti la prova piena,\nessendo sufficiente che la circostanza a discarico goda di una certa\ncredibilità e che sia, dunque, resa almeno verosimile per mezzo di indizi\nconcreti o in ragione di una presunzione naturale (cfr. sentenza OGer ZH del 17\ngiugno 2010, SB 100195; Bernasconi, in op. cit., ad art. 10, n. 12, pag. 47;\nSchmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo 2009, n. 220;\nTophinke, in op. cit., ad art. 10, n. 21, pag. 160-161; Piquerez, op. cit., §\n93 n. 702).\nIl medesimo principio disciplina, poi, la valutazione delle prove nel senso che\nil giudice penale non può dirsi convinto di una fattispecie più sfavorevole\nall'imputato quando, dopo una valutazione del materiale probatorio conforme ai\nprincipi suindicati, permangono dubbi insormontabili sul modo in cui si è\nverificata la fattispecie medesima (fra le altre, STF 13.5.2008 inc.\n6B.230/2008, consid. 2.1.; STF 19.4.2002 inc. 1P.20/2002, consid. 3.2; DTF 127\nI 38 consid. 2a pag. 41, 124 IV 86 consid. 2a pag. 88; 120 Ia 31 consid. 4b\npag. 40). In questi casi - così come ricordato dall’art. 10 cpv. 3 CPP - il\ngiudice deve fondarsi sulla situazione più favorevole all’imputato.\nIl precetto non impone, tuttavia, che l'assunzione delle prove conduca ad un\nassoluto convincimento. Semplici dubbi astratti e teorici - sempre possibili\npoiché ogni fatto collegato a vicende umane lascia inevitabilmente spazio alle\nincertezze - non sono sufficienti ad imporre l’applicazione del principio in\ndubio pro reo.\nIl ragionevole dubbio, quindi, non deve essere confuso con il semplice dubbio.\nEsso è piuttosto quel dubbio che, dopo un’attenta e scrupolosa valutazione\ndelle prove a disposizione, lascia la mente di chi è chiamato al giudizio in\nuna condizione tale per cui non può sostenere di provare una convinzione\ninteriore, prossima alla certezza, della fondatezza delle accuse. Proprio il\nconcetto di convinzione interiore - intesa come persuasione schiacciante -\ncostituisce la linea di demarcazione tra il dubbio ragionevole e il dubbio\nimmaginario, fantasioso o, comunque, ininfluente per il giudizio.\nIl principio in dubio pro reo è così disatteso soltanto quando il\ngiudice penale avrebbe dovuto nutrire, dopo un'analisi globale e oggettiva\ndelle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'imputato\n(STF 13.05.2008, inc. 6B.230/2008, consid. 2.1; STF 19.04.2002, inc.\n1P.20/2002, consid. 3.2; DTF 127 I 38 consid. 2a; 124 IV 86 consid. 2a; 120 Ia\n31 consid. 4b; STF 29.07.2011 inc. 6B_369/2011 consid. 1.1, pag. 2; STF 13.06.2008\ninc. 6B_235/2007 consid. 2.2, pag. 3; STF 30.03.2007 inc. 6P.218/2006 consid.\n3.8.1, pag. 7; DTF 127 I 38 consid. 2a, pag. 41; 124 IV 86 consid. 2a pag. 88;\nDTF 120 Ia 31 consid. 2d pag. 38; Tophinke, in op. cit., ad art. 10, n. 81,\npag. 181; Wohlers, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung (StPO), ad\nart. 10, n. 13, pag. 81; Kistler Vianin, in Commentaire romand, CPP, Basilea\n2011, ad art. 10 n. 19 pag. 66 e n. 47 pag 73).\nInchiesta\n7. Il\n10 settembre 2007 AP 1 sporgeva querela contro IM 1 per il titolo di\naggressione precisando che il querelato lo aveva colpito con “un pugno\nviolento ed improvviso in faccia” (AI 1).\nNel rapporto di polizia del 18 febbraio 2008 (AI 2) si legge che il 5 settembre\n2007, verso le ore 13’30, ad __________, AP 1, intenzionato a raggiungere due\nstalle di sua proprietà, passava davanti al rustico (attiguo a tali stalle)\nabitato da IM 1.\nLì, tra i due, nasceva una discussione riguardante la presenza, in libertà, dei\ncani di IM 1 e il taglio, da parte di AP 1, di un arbusto cresciuto tra la sua\nstalla e il rustico dell’accusato.\nAd un certo punto l’alterco è degenerato e IM 1 ha sferrato a AP 1 un pugno al\nvolto.\n8. Sulla\ndinamica dell’accaduto i due protagonisti hanno fornito alla polizia versioni\ndiscordanti.\nSecondo quanto riferito da AP 1, l’accusato, dopo\naverlo insultato,\n“ all’improvviso e senza alcun motivo, non trovava di meglio che sferrare un pugno colpendomi al volto”\n(verbale del 19\nsettembre 2007 allegato all’AI 2, pag. 2).\nDal canto suo, IM 1 ha dichiarato di avere più volte invitato AP 1 ad andarsene e che, come reazione, questi\n“ ha iniziato di nuovo a provocarmi cercando di colpirmi con dei pugni. D’istinto l’ho afferrato ad un braccio e l’ho trascinato per terra senza comunque inveire contro di lui. Visto che AP 1 è una persona anziana, l’ho pure aiutato a rialzarsi. Appena in piedi non trovava di meglio che cercare ancora di colpirmi con dei pugni. Al che, ad un determinato momento, afferrava un bastone di legno che si trovava lì accanto cercando di colpirmi. D’istinto l’ho anticipato sferrando un pugno di striscio sul suo volto. È stata una reazione di legittima difesa e puramente d’istinto. Non era mia intenzione ferirlo in alcun modo. (…) l’ho colpito di striscio senza cattiveria poiché non è nemmeno caduto al suolo”\n(verbale del 24 settembre 2007 allegato all’AI 2, pag. 2).\nIM 1 ha ribadito di avere colpito per difendersi anche in occasione di un secondo interrogatorio, avvenuto alcuni mesi dopo i fatti. In quell’occasione, tuttavia, ha detto:\n“ La mia reazione di colpirlo con un pugno è stata quando ha afferrato un bastone nell’intento sicuramente di colpirmi. Quindi, ribadisco che come mia reazione di legittima difesa, ho sferrato un pugno colpendolo al volto facendolo così desistere dal suo scopo”"}