A mente del primo giudice, TE 1, che si trovava accodata alla vettura di AP 1 al momento della collisione, nel descrivere l’accaduto è sempre stata “estremamente lineare e costante” (sentenza impugnata, consid. 6, pag. 5), esponendo anche al dibattimento con chiarezza e sicurezza gli aspetti principali della vicenda (sentenza impugnata, consid. 6, pag. 6) e fornendo, dunque, una testimonianza attendibile sulla dinamica dell’incidente. In particolare il pretore ha accertato che TE 1 ha ribadito “a più riprese e in modo spontaneo” di aver notato la vettura guidata dall’appellante ripartire e urtare quella di TE 2 che stava eseguendo una manovra in retromarcia (sentenza impugnata, consid.