{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-05-21", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-129_2012-05-21.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111378&nX40_KEY=4921777&nTrefferzeile=76&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "fbe929b1ad8b8439cc328e7fb1b4a1a4"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.129"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 21.05.2012 17.2011.129"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 21.05.2012 17.2011.129"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 21.05.2012 17.2011.129"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commisurazione della pena in caso di lesioni semplici. 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Negata l'applicazione dell'art. 52 CP\n\n\nSe prima dell’entrata in vigore del CPP unificato a livello federale si riteneva che, nel caso in cui la realizzazione dei requisiti per il riconoscimento del mancato interesse a punire fosse stata constatata unicamente dal giudice, questi non avrebbe dovuto pronunciare un’assoluzione, bensì un giudizio di colpevolezza con contestuale esenzione di pena (DTF 135 IV 130 consid. 5.3.2; Riklin, op. cit., ad vor art. 52 ff., n. 18, pag. 974 e n. 26, pag. 976; Dupuis/Geller/Monnier/Moreillon/Piguet, op. cit., ad art. 52, n. 7, pag. 550-551; Trechsel/Pauen Borer, op. cit., ad vor art. 52, n. 5, pag. 293-294; Killias/Kurth, op. cit., ad intro aux art. 52 à 55, n. 10, pag. 527; Bernasconi, op. cit., ad art. 8, n. 34, pag. 41; cfr. pure, in relazione all’art. 53 CP, DTF 135 IV 27 consid. 2.3), l’art. 8 cpv. 4 CPP chiarisce invece che, nei casi di applicazione della norma, il pubblico ministero e il giudice decidono il non luogo a procedere o l’abbandono del procedimento (Schmid, Praxiskommentar, ad art. 8, n. 13, pag. 20; contra: Riklin, Basler Kommentar, StGB I, ad vor art. 52 ff., n. 27, pag. 977; Riklin, Schweizerische Strafprozessordnung, Zurigo 2010, ad art. 8, n. 6, pag. 89). Il principio di opportunità deve essere applicato in tutte le fasi del procedimento penale, comprese le procedure di ricorso (Schmid, op. cit., ad art. 8, n. 13, pag. 20; Bernasconi, op. cit., ad art. 8, n. 20, pag. 39 e n. 34, pag. 41). Pertanto, anche i tribunali (di prima e di seconda istanza) pronunceranno l’abbandono del procedimento in virtù dell’art. 329 cpv. 4 CPP rispettivamente dell’art. 403 cpv. 1 lett. c e cpv. 3 CPP (Messaggio del 21 dicembre 2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, pag. 1037-1038; Bernasconi, op. cit., ad art. 8, n. 34, pag. 41).\nc) La norma di cui all’art. 52 CP concerne comportamenti relativamente irrilevanti che non meritano la severità e la durezza della pena comminata (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del Codice penale svizzero e del Codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, pag. 80; DTF 135 IV 130 consid. 5.3.2).\nTale disposto trova applicazione quando, sebbene le condizioni di punibilità di un determinato comportamento siano di per sé adempiute, l’interesse a punire è sin dall’inizio assente o viene successivamente meno per ragioni fattuali o giuridiche (DTF 135 IV 130 consid. 5.4).\nPresupposti per l’archiviazione del procedimento ex art. 52 CP sono l’esiguità della colpa e delle conseguenze del fatto. Tali due condizioni devono essere adempiute cumulativamente (Messaggio, pag. 80; Riklin, Basler Kommentar, StGB I, ad art. 52, n. 14, pag. 989; Dupuis/Geller/Monnier/Moreillon/Piguet, op. cit., ad art. 52, n. 1, pag. 549; Trechsel/Pauen Borer, op. cit., ad art. 52, n. 1, pag. 295; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., ad art. 52, n. 1, pag. 122; Killias/Kurth, op. cit., ad art. 52, n. 2, pag. 529).\nL’autorità competente dovrà determinare, in ogni caso concreto, se la colpa e le conseguenze dell’atto sono di poca importanza, ritenuto che il grado della colpa e l’entità delle conseguenze dovranno essere valutati con riferimento al caso normale del reato definito dal legislatore, il comportamento dell’autore dovendo apparire trascurabile rispetto ad altri atti che ricadrebbero sotto la stessa norma di legge (Messaggio, pag. 80-81; Trechsel/Pauen Borer, op. cit., ad art. 52, n. 2, pag. 295; Dupuis/Geller/Monnier/Moreillon/Piguet, op. cit., ad art. 52, n. 3, pag. 550; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., ad art. 52, n. 1, pag. 122).\nLa gravità della colpa del reo si apprezza in base ai criteri di commisurazione della pena previsti dall’art. 47 CP (Riklin, op. cit., ad art. 52, n. 13, pag. 988; Trechsel/Pauen Borer, op. cit., ad art. 52, n. 2, pag. 295; Dupuis/Geller/Monnier/Moreillon/Piguet, op. cit., ad art. 52, n. 4, pag. 550; DTF 135 IV 130 consid. 5.3.2). In tale valutazione non rientrano soltanto i criteri dell’art. 47 cpv. 2 CP, bensì tutti gli elementi di rilevanza per la commisurazione della pena, quindi anche gli elementi riferiti all’autore (Täterkomponenten) quali la vita anteriore, i rapporti personali o il comportamento dopo i fatti (Riklin, op. cit., ad art. 52, n. 13, pag. 988). Possono altresì essere prese in considerazione la violazione del principio di celerità (Riklin, op. cit., ad art. 52, n. 13, pag. 988) e circostanze attenuanti indipendenti dalla colpa dell’autore come quella del lungo tempo trascorso dai fatti (DTF 135 IV 130 consid. 5.4).\nLe “conseguenze del fatto” non comprendono soltanto il risultato diretto dell’agire del reo ma tutti gli effetti provocati dal suo comportamento (“nicht nur den tatbestandsmässigen Erfolg, sondern sämtliche vom Täter verschuldete Auswirkungen der Tat”; DTF 135 IV 130 consid. 5.3.2; Riklin, op. cit., ad art. 52, n. 13, pag. 988). La dottrina cita come esempi di conseguenze da prendere in considerazione la paura incussa in bambini o anziani da una lesione personale, l’inutilizzabilità di un ciclomotore a seguito del furto di una ruota, il danno materiale dovuto ad un incidente stradale o i costi per riottenere un documento soppresso (Riklin, op. cit., ad art. 52, n. 13, pag. 988). Le conseguenze del fatto devono sempre essere di lieve entità. Conseguenze gravi non possono essere compensate da eventuali aspetti che giocano a favore dell’accusato (Riklin, op. cit., ad art. 52, n. 13, pag. 988; DTF 135 IV 130 consid. 5.3.2)."}