In esito alle suindicate considerazioni, il primo giudice è giunto alla conclusione che proprio AP 1 era, al momento del reato, alla guida della sua moto (sentenza impugnata, pag. 3-4). 2.2. L’appellante sostiene, innanzitutto, che la giurisprudenza citata dal pretore secondo cui è possibile dedurre dalla qualità di detentore un indizio per la colpevolezza non è applicabile al caso concreto, ritenuto che essa concerne l’apprezzamento del silenzio rispettivamente del rifiuto di rispondere da parte dell’accusato e si riferisce dunque a quei casi in cui questi abusa del proprio diritto di tacere e non fornisce quelle spiegazioni che sarebbe certamente in grado di dare.