{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-08-30", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-126_2012-08-30.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=112217&nX40_KEY=4921777&nTrefferzeile=87&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "44e5e22b53fde7d36b6c5dbb4fe4cda3"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.126"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 30.08.2012 17.2011.126"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 30.08.2012 17.2011.126"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 30.08.2012 17.2011.126"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Se un'infrazione alla LCStr è stata accertata, ma il suo autore non è stato identificato, la qualità di detentore può essere ritenuta un indizio di colpevolezza. 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Se il detentore rifiuta senza valido motivo di collaborare o fornisce una versione inverosimile, egli potrà essere ritenuto colpevole\n\n\ndell’onere della prova alla pubblica accusa - disciplina la valutazione delle\nprove nel senso che il giudice penale non può dichiararsi convinto di una\nfattispecie più sfavorevole all'imputato quando, secondo una valutazione non\narbitraria del materiale probatorio, sussistano dubbi sul modo con cui si è\nverificata la fattispecie medesima. Il precetto non impone che l'assunzione\ndelle prove conduca a un assoluto convincimento. Semplici dubbi astratti e\nteorici - sempre possibili poiché ogni fatto collegato a vicende umane lascia\ninevitabilmente spazio alle incertezze - non sono sufficienti ad imporre\nl’applicazione del principio (STF del 13 maggio 2008, inc. 6B.230/2008 consid.\n2.1., STF del 19 aprile 2002, inc. 1P.20/2002 consid. 3.2, DTF 127 I 38 consid.\n2a pag. 41, 124 IV 86 consid. 2a pag. 88, 120 Ia 31 consid.\n4b pag. 40). Sotto questo profilo il precetto in dubio pro reo ha la\nstessa portata del divieto dell'arbitrio (DTF 133 I 149; DTF 120 Ia 31 consid.\n4b pag. 40).\nb. Nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove - di cui\ndeve dare conto in sentenza con una congrua motivazione (STF del 10 maggio 2010\n6B_10/2010) - il giudice continua, come sotto l’egida del diritto procedurale\nprecedente, a disporre di un ampio potere di apprezzamento (DTF 129 I 8 consid.\n2.1; 118 Ia 28 consid. 1b; STF del 30 marzo 2007, inc. 6P.218/2006).\nPer motivare l’arbitrio in tale valutazione, non è sufficiente criticare la\ndecisione impugnata né è sufficiente contrapporvi una diversa versione dei\nfatti, per quanto sostenibile o addirittura preferibile essa appaia. È, invece,\nnecessario dimostrare il motivo per cui la valutazione delle prove fatta dal\nprimo giudice è manifestamente insostenibile, si trova in chiaro contrasto con\ngli atti, si fonda su una svista manifesta, contraddice in modo urtante il\nsentimento di equità e di giustizia (DTF 135 V 2 consid. 1.3; 133 I 149 consid.\n3.1; 132 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1 con richiami) o si basa\nunilateralmente su talune prove ad esclusione di tutte le altre (118 Ia 28\nconsid. 2b; 112 Ia 369 consid. 3).\nIn particolare, il Tribunale federale ha avuto modo di stabilire che un\naccertamento dei fatti può dirsi arbitrario se il primo giudice ha\nmanifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo di prova oppure ha\nomesso, senza fondati motivi, di tener conto di una prova idonea ad influire\nsulla decisione presa oppure, ancora, quando il giudice ha tratto dal materiale\nprobatorio disponibile deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1.).\nc. Qualora un’infrazione alla LCStr sia stata debitamente accertata, ma\nil suo autore non sia stato identificato, l’autorità penale non può limitarsi a\npresumere che il veicolo fosse guidato dal suo detentore e lasciare a questi\nl’onere di provare che il veicolo era guidato da un terzo. Un tale approccio\nviolerebbe il principio secondo cui l’onere della prova grava interamente\nsull’accusa (STF del 2 novembre 2009, inc. 6B_748/2009 consid. 2.2; DTF 106 IV\n142 consid. 3, 105 1b 114 consid. 1a).\nIl Tribunale federale ha, tuttavia, già avuto modo di spiegare che, in questi\ncasi, la qualità di detentore può essere ritenuta un indizio di colpevolezza\n(STF del 24 aprile 2001, inc. 1P.641/2000 consid. 4 che rinvia alla STF del 12\nnovembre 1993 in re S; STF dell’8 aprile 2004, inc. 1P.641/2003 consid. 4.6.1, Jeanneret, Les dispositions pénales de la Loi sur la circulation\nroutière, Berna 2007, in capitolo “Définitions”, n. 41). L’Alta Corte ha parimenti stabilito che se il detentore - invitato\ndall’autorità ad indicare chi si trovava alla guida del veicolo al momento\ndell’infrazione - rifiuta senza un valido motivo di collaborare o fornisce una\nversione che appare inverosimile, il giudice potrà, attraverso un ragionamento\ndi buon senso nell’ambito dell’apprezzamento delle prove, giungere alla\nconclusione che il detentore è colpevole dell’infrazione imputatagli (STF del 2\nnovembre 2009, inc. 6B_748/2009 consid. 2.1 che rinvia a STF del 27 dicembre\n2006, inc. 6A.82/2006 consid. 2.2.1; Jeanneret, op. cit., in capitolo\n“Définitions”, n. 41).\n2.4. L’accertamento pretorile secondo cui AP 1 era, al momento\ndell’infrazione alla guida del motoveicolo targato - accertamento fondato\nsulla sua qualità di detentore del veicolo, sul fatto che egli non ha saputo\nfornire spiegazioni plausibili sulla persona asseritamente alla guida dello\nstesso nonché sul fatto che le circostanze di tempo e di luogo dell’infrazione\ndeponevano per un suo coinvolgimento - resiste alle censure d’arbitrio sviluppate\nnel gravame.\nSi osserva, infatti, innanzitutto che il pretore si è convinto della poca\ncredibilità della versione fornita dall’appellante dopo aver constatato - sulla\nscorta delle indicazioni contenute nel rapporto 26 ottobre 2009 del __________\n(allegato al rapporto di complemento del 5 novembre 2009 della polizia comunale\ndi __________) - che le ricerche della persona che l’appellante aveva affermato\ntrovarsi alla guida della sua motocicletta al momento dell’infrazione, tale B.,\navevano sortito esito negativo. Al riguardo va osservato che, diversamente da\nquanto sostenuto dall’appellante, la circostanza secondo cui il rapporto non\nindica il nome dell’operatrice del comune di __________ che ha proceduto alle\nverifiche è del tutto ininfluente e non ne scalfisce l’attendibilità. Va\ninoltre rimarcato che se le ricerche di B. si sono concentrate sul comune e non\nsull’intera provincia di __________ è perché l’appellante, in occasione del\nsuo interrogatorio in polizia, ha affermato di aver dato in prova la sua moto “ad"}