Inoltre, non può essere misconosciuto che tale collaborazione è costata a AP 1 l’esposizione a rischio dell’incolumità sua e della sua famiglia. In questo senso, la sua collaborazione non può - a pena di violazione del diritto federale - non essere riconosciuta come l’espressione di un ampio sincero pentimento. Ciò detto, va rilevato che il pentimento dimostrato non è, tuttavia, sufficiente a compensare la colpa dell’appellante nei limiti che sono il presupposto dell’applicazione dell’art. 48a CP. Esso impone, tuttavia, una congrua riduzione della pena che, tutto ben considerato, questa Corte determina in quasi il 50% fissando la pena detentiva a carico di AP 1 in soli 3 anni e 6 mesi.