nonostante il grave rischio di ritorsioni di cui egli era ben cosciente, AP 1 ha collaborato in modo tempestivo e completo con gli inquirenti, non soltanto ammettendo le proprie responsabilità in merito al trasporto di stupefacente ed aggravando la propria posizione con l’ammissione spontanea della sua attività di spaccio di cui essi erano all’oscuro, ma anche coinvolgendo gli altri autori la cui identità e responsabilità era del tutto ignota alla polizia e permettendo, così, lo smantellamento di una rete di trafficanti che agivano a livello internazionale. 15. Gli atti istruttori dimostrano che, al momento dei fatti, lo stato di salute di AP 1 non era tale da configurare grave angustia.