dell’AA 30/2011). Quel che emerge dagli atti - e che è stato confermato in aula sia dall’ispettore che dal procuratore pubblico - è che AP 1, a pochi giorni dall’arresto, ha confessato la sua attività di spaccio (precedente al trasporto di stupefacente) praticamente spontaneamente, confermando le ipotesi formulate dall’interrogante che non aveva, al riguardo, alcun elemento indiziante e che aveva formulato l’ipotesi indicata sulla semplice e sola scorta della conoscenza fra l’interrogato ed alcuni tossicomani, già conosciuti dagli inquirenti.