A condizione di non abusare del proprio potere di apprezzamento, egli può tener conto della circostanza attenuante nel quadro ordinario della pena. Rientra, infatti, nell’ambito del potere di apprezzamento del giudice stabilire le conseguenze sulla pena di tale attenuante (DTF 118 IV 342 consid. 2d; DTF 117 IV 112 consid. 1; STF del 7 gennaio 2009, inc. 6B_827/2008, consid. 2.2.2.; STF del 3 febbraio 2003, inc. 6S.17/2003, consid.