Sempre dal profilo oggettivo, occorre considerare le non indifferenti conseguenze di tali gesti coercitivi sulla libertà dei familiari e delle altre vittime che egli ha costretto a mutare abitudini e comportamenti e, comunque, a convivere costantemente con il timore della sua presenza, sempre volta a costringere la vittima di turno a piegarsi, in un modo o nell’altro, alla sua volontà. Pertanto, pure mediamente grave è la lesione del bene giuridico protetto dalla norma violata - la libertà - ritenuto che, come indicato negli atti di accusa, con quanto fatto l’appellante ha costretto i familiari ad organizzare la loro vita di tutti i giorni in modo da evitare il più possibile