Innanzitutto tramite il reato di coazione ripetuta con il quale “ha posto in atto la frequente ripetizione di piccoli o grandi comportamenti coercitivi, senza mai mostrare l’intenzione di porvi fine e fermato (almeno una prima volta ndr.) solo dall’arresto dopo il clamoroso grave episodio del 27 gennaio 2010”. A detta dei primi giudici appaiono poi “particolarmente gravi” gli episodi di lesioni semplici e di sottrazione di minorenne del 27 gennaio 2010 e “particolarmente inquietante” la minaccia di morte alla moglie (quella di cui al punto 3 AA, ndr.) “siccome proveniente da un soggetto visibilmente instabile e disponibile al passaggio