Essa deteneva dunque la custodia sui figli e aveva, pertanto, il diritto di prendere le decisioni relative all’organizzazione della loro vita. Ciò posto, non può essere messo in dubbio che il comportamento attuato dal ricorrente in occasione dei tre episodi imputatigli (cfr. punti 2.1-3 AA) sia stato tale da impedire alla moglie l’esercizio delle sue prerogative e tale da configurare, pertanto, il reato di sottrazione di minorenne.